Mezzi a motore nei sentieri, protesta davanti alla Regione

Ambientalisti e Movimento 5 stelle contro l'emendamento presentato dalla consigliera della Lega Manuela Puletti

Piazza Italia a Perugia è stata teatro di una manifestazione di protesta contro l‘emendamento proposto dalla consigliera regionale della Lega, Manuela Puletti, che facilita l’accesso dei veicoli a motore ai sentieri non espressamente vietati, come parte della legge di bilancio regionale. L’evento ha visto una significativa partecipazione di cittadini e rappresentanti di associazioni ambientaliste, riunitisi davanti alla sede dell’Assemblea legislativa per esprimere il loro dissenso.

Durante la manifestazione, Puletti ha affrontato intense contestazioni, al punto da dover lasciare la piazza sotto la protezione delle forze dell’ordine. Successivamente, ha dichiarato: “La differenza la fa chi, come me, ha scelto di esserci, nel pieno rispetto di un principio di condivisione, e chi invece si è distinto per insulti, minacce ed offese”. La consigliera ha poi sottolineato la sua disponibilità al dialogo, malgrado l’opposizione incontrata: “Mi sono resa disponibile per l’ennesima volta ad un confronto, perché è mio costume mettere la faccia sulle scelte politiche adottate.”

Nonostante l’intenzione di aprire un tavolo di discussione con tutte le parti interessate, Puletti ha lamentato una “risposta di chiusura” da parte di alcuni settori. Ha difeso l’emendamento come un mezzo per “sanare situazioni di contenziosi e multe ingiuste”, con l’obiettivo di “far convivere i diversi modi di fruire il nostro territorio”.

Il Movimento 5 Stelle, esprimendo il proprio sostegno alle proteste, ha rilasciato una nota in cui critica aspramente l’emendamento: “Si tratta di un beneficio inaccettabile per una ristretta minoranza di fruitori della montagna che hanno già ampi spazi per portare avanti il proprio hobby. Tutto questo a discapito della tutela ambientale, del turismo sostenibile, della sicurezza e del lavoro di chi vive e lavora faticosamente in quelle zone”. La mobilitazione in Piazza Italia rappresenta quindi non solo una reazione locale, ma un segnale di allarme su come vengono gestite le politiche ambientali e di accesso ai beni naturali.

Redazione

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