La Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di carcere, con pena sospesa, per un giovane accusato di stalking nei confronti della sua ex fidanzata, molestata dai 15 ai 18 anni. Il ricorso dell’imputato è stato dichiarato inammissibile, rendendo definitiva la sentenza. Inoltre, il giovane è stato condannato al pagamento di 3.000 euro in favore della cassa delle ammende.
La vittima, rappresentata dall’avvocato Chiara Minciaroni, ha subito minacce e molestie costanti che l’hanno costretta a riavvicinarsi per paura. Dal 2013 al 2016, l’imputato ha inviato messaggi minatori come “Ti scarico la pistola addosso” e “Raggiungi i tuoi parenti sotto terra, questa volta non mi fermo”. L’arma menzionata si è poi rivelata essere una pistola scacciacani.
Un episodio significativo è avvenuto al luna park di Perugia, dove l’imputato, davanti agli amici, ha distrutto il cellulare della vittima sbattendolo a terra. La denuncia della giovane descrive anche il comportamento geloso e possessivo dell’imputato, di sei anni più grande di lei, che cercava di impedirle di frequentare le amiche e si appostava sotto casa sua durante la notte per controllare i suoi movimenti. La vittima ha inoltre riferito di essere stata colpita con schiaffi e pugni.
La sentenza di primo grado, emessa dal giudice Matteo Cavedoni, è stata successivamente confermata dalla Corte d’appello presieduta da Paolo Micheli. Ora, con la conferma della Cassazione, la condanna diventa definitiva.
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