Appalti Anas irregolari, l’Umbria fra le regioni maggiormente coinvolte

Si allarga l'indagine della Finanza. L'indagine si concentra su almeno sette appalti "sospetti". Imprenditori amici della Inver avrebbero ricevuto consulenze favorevoli per lavori anche nelle regione

Guardia di finanza

Si allarga e pare ormai certo anche il coinvolgimento dell’Umbria l’indagine condotta dalla procura di Romache  sta portando alla luce un vasto sistema di appalti pubblici pilotati, coinvolgendo figure di spicco nel mondo del lobbying e dell’imprenditoria.  Al centro di questa rete,  c’è la società di lobbying Inver, gestita da Tommaso Verdini, figlio dell’ex deputato di Forza Italia e fratello della compagna di Matteo Salvini e il geometra narnese Fabio Pileri. Entrambi hanno fatto scena muta davanti al Gip.

La procura, secondo quanto scrive Repubblica. indaga su un flusso di appalti milionari legati all’Anas, l’ente nazionale per le strade, che avrebbero favorito in particolare il Consorzio Stabile Aurora di Angelo Ciccotto, a cui sarebbero state garantite gare per quasi 108 milioni di euro. L’indagine si concentra su almeno sette appalti “sospetti”, la metà dei quali ottenuti grazie al lotto “Dg 161/20”, che riguarda lavori in Sicilia.

Le indagini hanno evidenziato come, in concomitanza con l’inizio del rapporto di fatturazione con Inver, il Consorzio Stabile Aurora si sia aggiudicato gare bandite da Anas per un valore complessivo superiore ai 100 milioni di euro. I lavori interessano diverse regioni italiane, dalla Sicilia al Veneto, passando per Puglia, Sardegna, Friuli e Emilia.

Oltre a Ciccotto, altri imprenditori come Stefano Chicchiani, Giuseppe Pietro Tomarchio e Antonio Samuele Veneziano avrebbero beneficiato delle consulenze di Inver, aggiudicandosi lavori per centinaia di milioni di euro, prevalentemente in Lazio, Umbria e Molise. Gli investigatori ritengono che Verdini e Pileri, per favorire Chicchiani e Veneziano, abbiano incontrato Domenico Petruzzelli, allora dirigente responsabile Anas, in un momento considerato delicato per le trattative.

Il caso ha portato agli arresti domiciliari di Tommaso Verdini e vede indagati altri quattro soggetti, oltre alla sospensione per un anno di due funzionari Anas. Le intercettazioni hanno rivelato una trama di relazioni e influenze che mette in luce le dinamiche dietro gli appalti pubblici e il ruolo del lobbying in questo contesto.

L’indagine della procura di Roma continua, con l’obiettivo di chiarire ulteriormente i meccanismi e le responsabilità dietro questo complesso sistema di assegnazione degli appalti. Questo scenario solleva importanti questioni sulla trasparenza e sull’etica negli appalti pubblici, evidenziando la necessità di un maggiore controllo e di regolamentazioni più severe nel settore.

Redazione

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