Una candidata, mancata di poco all’ammissione in un concorso pubblico per 0,8 punti, ha presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria. La causa riguarda la richiesta di annullamento di una delibera relativa alla “riformulazione graduatoria di merito” per un concorso di 94 posti di operatore socio-sanitario, poi ridotti a 74, indetto dall’Azienda Unità Sanitaria Locale Umbria 1
La ricorrente non è stata ammessa alla prova orale a causa di un punteggio insufficiente nella prova pratica (20,2 su 30, contro la soglia di ammissione di 21 su 30). Tra le irregolarità sollevate, figurano la mancanza di timbro e firma di un commissario sui fogli delle risposte, l’assenza di informazioni preliminari sul numero e punteggio dei quesiti, e un errore nella trascrizione della risposta corretta al quiz n. 28, che valeva tre punti. La candidata sostiene che, nonostante l’errore sul foglio risposte, la Commissione avrebbe dovuto valutare la risposta corretta indicata nel questionario inserito nella busta.
Il TAR, nel suo intervento, ha precisato che il materiale fornito ai candidati comprendeva varie istruzioni e utensili, tra cui due buste per la consegna delle risposte. È stato ribadito che i fogli risposte erano adeguatamente codificati, timbrati e firmati, e che il questionario personale con i quesiti a risposta multipla non doveva essere inserito nella busta, sottolineando che l’uso di materiale non conforme invalidava la prova.
I giudici hanno sottolineato che la valutazione si basava esclusivamente sul foglio risposte con codice a barre identificativo del candidato, rilevando che quello consegnato dalla ricorrente conteneva una risposta errata per il quesito. Da qui il rigetto del ricorso e la validità della graduatoria.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.