Violenza sessuale di gruppo in comunità: due giovani accusati a Perugia

Un 19enne e una 17enne avrebbero coinvolto una ragazza di 16 anni in un episodio contestato dalla Procura minorile. Per loro disposta la messa alla prova

tribunale per i minorenni di Perugia

Un procedimento giudiziario riguarda due giovani accusati di atti di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una ragazza di 16 anni ospitata nella stessa comunità. I fatti contestati risalgono al gennaio 2025 e sarebbero avvenuti all’interno della struttura che accoglieva tutti e tre i ragazzi.

Secondo la ricostruzione contenuta negli atti dell’accusa, un 19enne e una 17enne avrebbero sottoposto la giovane a una serie di atti sessuali contro la sua volontà. La Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni di Perugia ha quindi avanzato la richiesta di rinvio a giudizio per i due giovani.

L’accusa ipotizza un coinvolgimento con ruoli diversi: la ragazza avrebbe materialmente compiuto gli atti contestati, mentre il giovane avrebbe contribuito bloccando la vittima.

La dinamica contestata e il ruolo di una terza ragazza

Secondo quanto emerso dall’inchiesta, gli atti contestati sarebbero stati compiuti utilizzando una spazzola e avrebbero coinvolto la vittima sopra gli indumenti. La ricostruzione investigativa parla di tentativi di penetrazione e di una situazione nella quale la 16enne sarebbe stata impossibilitata a sottrarsi.

Durante l’episodio sarebbe stata presente anche una terza ragazza, alla quale sarebbe stato chiesto di registrare la scena con il telefono cellulare. Secondo l’accusa, successivamente i due giovani avrebbero esercitato pressioni su di lei affinché consegnasse il dispositivo.

L’obiettivo, sempre secondo la contestazione, sarebbe stato quello di eliminare il filmato relativo all’episodio. Le autorità hanno quindi valutato anche gli aspetti legati alla presunta richiesta di cancellazione del materiale registrato.

Il procedimento davanti al tribunale per i minorenni

Dopo gli accertamenti condotti dalla Procura minorile di Perugia, per i due giovani è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio. Gli imputati sono difesi dagli avvocati Monia Franchi e Stefano Tentori.

Successivamente, il percorso giudiziario ha previsto l’ammissione alla messa alla prova, un istituto previsto per i minorenni e applicabile anche ai giovani sottoposti alla giurisdizione del tribunale per i minorenni in determinate condizioni.

La messa alla prova prevede un percorso alternativo al processo ordinario, con attività e programmi stabiliti dall’autorità giudiziaria, finalizzati alla valutazione del comportamento e al reinserimento sociale.

La tutela della vittima e gli accertamenti giudiziari

I casi che coinvolgono presunte violenze tra giovani ospitati in comunità richiedono particolare attenzione per la presenza di persone vulnerabili e per la necessità di ricostruire con precisione quanto accaduto.

Nel procedimento saranno valutati gli elementi raccolti dagli investigatori e le diverse posizioni delle persone coinvolte. Come previsto dall’ordinamento, le accuse dovranno essere sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria nei successivi passaggi del procedimento.

La vicenda evidenzia il ruolo delle strutture di accoglienza e degli strumenti giudiziari dedicati ai minori nella gestione di situazioni che coinvolgono presunti episodi di violenza e tutela delle persone coinvolte.

Redazione

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