Basilica di Assisi digitale: nasce il gemello virtuale del patrimonio francescano

Il progetto Preserving Assisi utilizza immagini ad alta risoluzione, rilievi 3D e tour immersivi per documentare e proteggere il complesso basilicale

Basilica inferiore San Francesco ad Assisi

Nell’anno dedicato all’VIII centenario della morte di San Francesco, la Basilica di Assisi guarda al futuro con un innovativo progetto di digitalizzazione destinato a cambiare il modo di studiare, conservare e valorizzare uno dei più importanti complessi artistici e spirituali del mondo.

È stata presentata la piattaforma Preserving Assisi, un’iniziativa che punta alla creazione progressiva di un vero e proprio gemello digitale della Basilica di San Francesco, attraverso una raccolta di dati ad altissima precisione. Il progetto permette di ricostruire virtualmente ambienti, decorazioni, superfici e opere d’arte grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate.

Promosso da Haltadefinizione insieme alla Custodia Generale del Sacro Convento, il programma integra immagini gigapixel, rilievi tridimensionali, ambientazioni a 360 gradi e strumenti per la visita virtuale. L’obiettivo è creare un archivio digitale in continua crescita, utile sia alla divulgazione sia alla ricerca scientifica.

La digitalizzazione consente di conservare una fotografia dettagliata dello stato attuale della Basilica, offrendo nuove possibilità per lo studio e la tutela del patrimonio artistico.

Un archivio digitale per un monumento UNESCO

La Basilica di San Francesco ad Assisi, inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, rappresenta uno dei luoghi più significativi dell’arte medievale europea. Al suo interno custodisce celebri cicli pittorici realizzati da grandi maestri tra XIII e XIV secolo, tra cui Cimabue, Giotto e altri protagonisti della pittura italiana del Duecento e del Trecento.

Il progetto Preserving Assisi nasce con l’obiettivo di documentare in modo dettagliato ogni elemento del complesso basilicale, creando una banca dati utile a studiosi, restauratori e ricercatori.

Le campagne di acquisizione svolte tra il 2025 e il 2026 hanno prodotto numeri rilevanti: oltre 27 mila fotografie raccolte, più di 12 terabyte di dati elaborati e 98 contenuti digitali finali tra immagini panoramiche e riproduzioni ad altissima definizione.

Questa mole di informazioni permette di analizzare anche particolari difficilmente osservabili durante una normale visita, offrendo una nuova prospettiva sul patrimonio conservato nella Basilica.

Le opere di Giotto e Lorenzetti osservabili con una nuova precisione

La digitalizzazione ha interessato alcune delle zone più importanti della Chiesa Inferiore, comprese le cappelle di San Martino, Santa Maria Maddalena e San Nicola, oltre al transetto, alla volta del presbiterio e agli spazi esterni del complesso.

Tra i risultati più significativi del progetto c’è la riproduzione digitale della Crocifissione di Pietro Lorenzetti, realizzata nel luglio 2026. L’immagine raggiunge una risoluzione di circa otto miliardi di pixel, consentendo di individuare dettagli pittorici e cromatici che spesso non sono percepibili a occhio nudo.

Grazie a queste tecnologie, ricercatori e specialisti possono analizzare le opere con strumenti più avanzati, confrontando elementi della superficie pittorica e individuando eventuali variazioni nel tempo.

Tecnologia al servizio della conservazione

Il progetto non nasce soltanto per rendere la Basilica più accessibile attraverso internet e strumenti immersivi. La documentazione digitale rappresenta anche uno strumento di monitoraggio fondamentale per la conservazione del monumento.

Registrare con precisione lo stato delle strutture e delle decorazioni permette infatti di creare una base di confronto per valutare eventuali cambiamenti, fenomeni di degrado o trasformazioni delle superfici artistiche.

Questa funzione assume particolare importanza considerando la storia del complesso basilicale, segnato anche dagli effetti del terremoto del 1997, che evidenziò la vulnerabilità di un patrimonio artistico e architettonico di valore internazionale.

Un patrimonio accessibile a un pubblico globale

L’iniziativa è sostenuta dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni di San Francesco, con il patrocinio della Regione Umbria e della Città di Assisi, e con la collaborazione dell’Università di Firenze.

Attraverso la piattaforma Preserving Assisi, la Basilica può essere studiata e visitata anche a distanza, ampliando le possibilità di accesso per studenti, studiosi e appassionati di arte.

Il progetto unisce innovazione tecnologica e tutela culturale, trasformando uno dei simboli della spiritualità occidentale in un patrimonio digitale consultabile e conservabile per le generazioni future.

Redazione

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