quasi un mese dall’esplosione che ha colpito una palazzina in via Vico, nella zona della Pallotta a Perugia, è terminata la demolizione delle porzioni di tetto e di parete che presentavano un pericolo di crollo. L’intervento è stato eseguito sotto il controllo di carabinieri e vigili del fuoco. Nell’episodio ha perso la vita Federica Donati, la donna che si trovava nell’abitazione da cui è partito l’innesco. La Procura di Perugia ha avviato un’indagine per chiarire le cause, mentre l’edificio è stato posto sotto sequestro ed evacuato per ragioni di sicurezza.
Un’operazione delicata sulle parti pericolanti
I lavori appena conclusi sono stati considerati particolarmente delicati. Le porzioni di tetto e di parete da abbattere erano infatti ancora collegate al resto della struttura, con il rischio che anche piccoli scuotimenti potessero provocare ulteriori danni all’edificio. Per questo la demolizione è stata portata avanti con la supervisione costante delle forze dell’ordine e dei vigili del fuoco.
L’intervento ha riguardato le sole parti giudicate a rischio di cedimento. La messa in sicurezza della palazzina rientra nelle misure adottate dopo lo scoppio, insieme all’evacuazione dello stabile.
L’indagine e il sequestro dell’edificio
All’indomani dell’esplosione la Procura di Perugia ha aperto un’indagine con l’obiettivo di accertare le cause dell’accaduto. La palazzina, composta da otto appartamenti, tra cui quello in cui abitava Federica Donati, è stata sequestrata e evacuata per motivi di sicurezza. Il provvedimento ha coinvolto tutti i nuclei residenti nello stabile, che non hanno potuto fare rientro nelle proprie abitazioni.
L’assistenza del Comune agli abitanti
Nelle prime settimane successive alla tragedia il Comune di Perugia ha sostenuto le persone rimaste senza casa, garantendo una prima accoglienza. Con il passare del tempo la situazione si è evoluta in modo graduale: alcuni nuclei familiari, assistiti dai servizi sociali, continuano a beneficiare del sostegno dell’amministrazione, mentre altri hanno provveduto a trovare una sistemazione autonoma.
Nessun accesso ai fondi regionali
Un ulteriore aspetto riguarda gli aiuti economici. Poiché non si è trattato di una catastrofe naturale, gli abitanti della palazzina non hanno potuto accedere ai fondi regionali previsti per i danni di carattere ambientale e per i fenomeni esogeni. Questi strumenti, infatti, sono destinati a eventi di natura diversa da quello avvenuto in via Vico, causato da un’esplosione.
La mancata possibilità di ricorrere a tali risorse incide sulla situazione delle persone coinvolte, che devono fare i conti con l’inagibilità dell’edificio e con la necessità di una nuova sistemazione abitativa. Il supporto dei servizi sociali comunali resta quindi il principale canale di assistenza per i nuclei che ne hanno bisogno.
Il quadro attuale
Con la conclusione della demolizione delle parti a rischio, la palazzina di via Vico resta sotto sequestro mentre proseguono gli accertamenti della Procura. L’inchiesta è finalizzata a stabilire le cause dell’esplosione e a ricostruire quanto accaduto nell’appartamento da cui è partito l’innesco, dove è morta Federica Donati.
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