Lo scorso 16 Luglio, nella Sala Pagliacci del Palazzo della Provincia di Perugia, è stato sottoscritto un Protocollo d’intesa destinato a segnare una svolta nella gestione degli appalti pubblici in Umbria. Promotori dell’accordo sono la Provincia di Perugia e l’Osservatorio regionale Appalti e Accreditamenti dell’Umbria, organismo paritetico che riunisce Agci Imprese Sociali Umbria, Legacoopsociali Umbria, Federsolidarietà Umbria e le sigle sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl e Uiltucs Umbria. L’obiettivo dichiarato è costruire un nuovo modello di affidamento dei servizi pubblici che metta al centro la qualità del lavoro e l’inclusione lavorativa, in attuazione della Legge regionale Umbria n. 2/2024.
Si tratta del primo protocollo di questo genere firmato in Italia, un’iniziativa che le parti coinvolte indicano come possibile modello di riferimento a livello nazionale. L’intesa arriva dopo la preadozione, da parte della Giunta regionale, delle linee guida attuative previste dalla stessa normativa regionale, e nasce dalla volontà condivisa di superare la logica del massimo ribasso che per anni ha caratterizzato le gare d’appalto, generando spesso precarietà lavorativa e un abbassamento della qualità dei servizi offerti ai cittadini.
Al centro del Protocollo c’è l’idea che la spesa pubblica per beni e servizi possa diventare uno strumento per perseguire anche finalità sociali. In quest’ottica, un ruolo di primo piano è affidato ai contratti riservati, destinati agli operatori economici che favoriscono l’inserimento lavorativo di persone con disabilità e persone svantaggiate. È stato il vicepresidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi, ad aprire gli interventi della cerimonia, sottolineando il significato dell’accordo come strumento concreto di attuazione della legge regionale. “Il lavoro – ha detto – è il più efficace strumento di inclusione sociale: significa autonomia, dignità e piena cittadinanza.” Vescovi ha aggiunto che l’accordo consente di favorire l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e svantaggiate “senza determinare costi aggiuntivi per l’amministrazione, ma valorizzando strumenti già previsti dalla normativa”.

Il ruolo della Provincia…
Il Protocollo attribuisce alla Provincia di Perugia un duplice ruolo. In qualità di amministrazione aggiudicatrice, l’ente si impegna a programmare l’utilizzo degli strumenti normativi disponibili per favorire l’occupazione delle fasce più fragili della popolazione. Ma il suo raggio d’azione va oltre: la Provincia svolge infatti anche la funzione di Centrale di Committenza e Stazione Unica Appaltante per numerosi Comuni del territorio, un ruolo che le permetterà di accompagnare gli enti locali nella costruzione di bandi coerenti con i principi della Legge regionale n. 2/2024, contribuendo a diffondere su scala più ampia una nuova cultura degli appalti basata su legalità e responsabilità sociale.
Per le organizzazioni sindacali l’accordo rappresenta un passo avanti significativo sul fronte della tutela occupazionale, in particolare negli appalti ad alta intensità di manodopera. Il Protocollo punta infatti a garantire la continuità del lavoro nei cambi di gestione, la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali comparativamente più rappresentativi e la salvaguardia delle professionalità già acquisite dai lavoratori, contrastando al tempo stesso le forme di concorrenza che scaricano i costi degli appalti sulle condizioni occupazionali.
…e quello della cooperazione sociale
Anche il mondo della cooperazione sociale guarda con favore all’intesa, che riconosce il contributo delle imprese sociali nella costruzione del welfare territoriale. Le cooperative sociali, si legge nel testo del Protocollo, dimostrano quotidianamente che qualità dei servizi, sostenibilità economica e inclusione lavorativa possono coesistere, aprendo la strada a una competizione basata sull’innovazione sociale piuttosto che sul solo prezzo.
Gli effetti attesi dall’accordo vanno oltre il singolo inserimento occupazionale: ogni persona che accede a un’opportunità di lavoro acquisisce autonomia e dignità, mentre il sistema pubblico nel suo complesso rafforza la coesione sociale e riduce progressivamente la necessità di interventi puramente assistenziali. L’intesa firmata a Perugia si propone così come un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, sindacati e terzo settore nella definizione di politiche pubbliche capaci di generare valore condiviso per l’intera comunità.
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