Esplosione via Vico, al via la messa in sicurezza della palazzina

A Perugia partono i lavori sul civico 2: demolizione controllata del tetto per riportare periti e vigili del fuoco nell'appartamento del quarto piano dove è divampato l'incendio

La messa in sicurezza della palazzina al civico 2 di via Giambattista Vico, a Perugia, è entrata nella sua fase operativa. L’edificio è inagibile dopo l’esplosione del 22 agosto scorso, che ha causato il crollo di parte delle strutture e la morte di Federica Donati, 47 anni, deceduta dopo nove giorni di ricovero in ospedale a Cesena. La donna si era lanciata nel vuoto per sfuggire alle fiamme che stavano divorando la sua abitazione, situata al quarto piano dello stabile.

I lavori, affidati a un’impresa di Gualdo Cattaneo e supervisionati dai vigili del fuoco, prevedono la demolizione controllata di una porzione del tetto. L’operazione consentirà l’ingresso in cantiere di una macchina dotata di un lungo braccio meccanico, posizionata non senza difficoltà nel piccolo giardino della palazzina, spazio ristretto che ha reso complessa la fase preliminare di allestimento.

Gli accertamenti della Procura

L’intervento apre la strada al rientro di vigili del fuoco e periti nell’appartamento del quarto piano, dove sono attesi accertamenti tecnici irripetibili. Gli esperti dovranno stabilire con precisione l’innesco che ha probabilmente fatto detonare ambienti già saturi di gas, ricostruendo la dinamica esatta dell’esplosione. La Procura di Perugia procede con un’indagine per i reati di crollo e omicidio colposo, aperta in seguito al decesso della 47enne.

Per completare questa prima fase — quella dedicata agli accertamenti peritali — basteranno alcuni giorni di lavoro. Si tratta però soltanto del primo passaggio di un percorso più ampio: la demolizione controllata serve infatti anche a preparare il terreno per i successivi interventi edili sull’immobile.

I prossimi passi: coperture temporanee e rientro degli sfollati

Una volta completati gli accertamenti, il cantiere si concentrerà sulla sistemazione di coperture temporanee sul tetto, passaggio indispensabile per poter dichiarare nuovamente agibile lo stabile. Ad attendere questo esito sono undici persone sfollate dalle proprie abitazioni dal giorno dell’esplosione, costrette a lasciare la palazzina per l’inagibilità dell’edificio.

Secondo quanto emerso, saranno necessarie diverse settimane di cantiere prima di raggiungere l’obiettivo del rientro completo dei residenti. Nel frattempo, l’attenzione resta concentrata sulla fase attualmente in corso, quella della messa in sicurezza strutturale, propedeutica a qualsiasi altro intervento sull’immobile di via Vico.

L’esplosione del 22 agosto ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza degli impianti a gas negli edifici residenziali, un aspetto su cui la Procura di Perugia, attraverso l’inchiesta per crollo e omicidio colposo, cercherà di fare piena chiarezza. Gli accertamenti tecnici che si svolgeranno nell’appartamento del quarto piano nei prossimi giorni rappresentano un passaggio cruciale per ricostruire la sequenza degli eventi che ha portato al cedimento delle strutture e, tragicamente, alla morte di Federica Donati.

Redazione

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