L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha affrontato il tema della programmazione dei servizi sociosanitari regionali attraverso un’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia). Al centro del confronto ci sono il presunto blocco delle autorizzazioni per nuove strutture sociosanitarie, la mancanza di un aggiornato atto di programmazione dei fabbisogni e i tempi per l’approvazione del nuovo piano regionale.
La presidente della Giunta regionale Stefania Proietti ha difeso la legittimità dell’operato della Regione Umbria, sostenendo che l’attuale amministrazione stia avviando per la prima volta una pianificazione complessiva dei bisogni sociosanitari. Giambartolomei, invece, ha replicato contestando la mancata risposta ai quesiti posti e denunciando una situazione di stallo che, secondo il consigliere, riguarderebbe diverse richieste di autorizzazione ancora ferme negli uffici regionali.
Il confronto sulle autorizzazioni alle strutture sociosanitarie
L’interrogazione presentata da Matteo Giambartolomei chiedeva alla Giunta regionale di chiarire quanti siano i procedimenti autorizzativi attualmente pendenti presso la direzione regionale Salute, quali siano le ragioni che impedirebbero l’applicazione del Regolamento regionale numero 9/2023 e quali siano le tempistiche previste per l’adozione definitiva dell’atto di programmazione dei fabbisogni per le diverse tipologie di strutture sociosanitarie.
Secondo la presidente Stefania Proietti, il percorso seguito dalla Regione sarebbe coerente con la normativa vigente e basato su una programmazione che finora sarebbe mancata. La governatrice ha spiegato che il sistema prevede tre passaggi fondamentali: l’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio delle strutture, l’accreditamento per operare per conto del Servizio sanitario regionale e la successiva stipula degli accordi contrattuali con le aziende sanitarie.
Proietti ha inoltre evidenziato che l’autorizzazione alla realizzazione deve essere inserita in un quadro di pianificazione regionale, con una valutazione del fabbisogno effettivo e una mappatura delle strutture già presenti sul territorio. Secondo quanto riferito dalla presidente, gli uffici regionali stanno svolgendo una ricognizione delle richieste presenti e lavorando a un piano organico.
La posizione della Giunta regionale
Nel corso del dibattito, Stefania Proietti ha rivendicato la piena legittimità delle scelte adottate dalla Regione Umbria, sottolineando che l’attuale amministrazione avrebbe avviato un’attività di programmazione dei servizi sociosanitari non realizzata in precedenza.
Secondo la presidente, anche il piano sanitario del 2009 non avrebbe contenuto una specifica programmazione sociosanitaria. Gli uffici regionali sarebbero quindi impegnati in una valutazione tecnica per definire localizzazione e dimensionamento delle strutture, con l’obiettivo di integrare i servizi già presenti con le nuove esigenze del territorio.
Le richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture, secondo la Giunta, saranno inserite all’interno di una pianificazione complessiva dopo la ricognizione degli elementi necessari per definire il fabbisogno regionale.
Le critiche di Giambartolomei: “Nessuna risposta ai quesiti”
Di posizione opposta il consigliere Matteo Giambartolomei, secondo il quale l’intervento della Giunta non avrebbe fornito risposte puntuali alle domande contenute nell’interrogazione.
“Nessuno dei tre quesiti dell’interrogazione ha ricevuto risposta”, ha dichiarato il consigliere, ribadendo che le autorizzazioni sanitarie rappresentano strumenti fondamentali per programmare, monitorare e regolare la rete delle strutture sanitarie e sociosanitarie, anche nel caso di servizi erogati esclusivamente in regime privato e non accreditati con il Servizio sanitario regionale.
Giambartolomei ha sostenuto che numerose richieste di autorizzazione alla realizzazione di nuove strutture sociosanitarie sarebbero ancora inevase presso gli uffici della direzione regionale Salute. Secondo il consigliere, inoltre, mancherebbe un atto aggiornato di programmazione regionale per settori come disabilità, psichiatria e dipendenze.
Il nodo delle aree interne e dell’offerta dei servizi
Un ulteriore elemento sollevato nel dibattito riguarda gli effetti della mancata programmazione sulla distribuzione territoriale dei servizi. Secondo Giambartolomei, l’assenza di un quadro aggiornato potrebbe favorire gli operatori privati già presenti nelle zone economicamente più attrattive, penalizzando invece le comunità delle aree interne.
Il consigliere ha evidenziato il rischio di un indebolimento dei servizi considerati meno remunerativi dal punto di vista economico, ma comunque essenziali per la popolazione, in particolare nei territori dove l’offerta sociosanitaria risulta più difficile da garantire.
Il confronto in Assemblea legislativa ha quindi evidenziato due posizioni contrapposte: da una parte la Giunta regionale che rivendica l’avvio di una nuova fase di pianificazione dei fabbisogni, dall’altra l’opposizione che chiede tempi certi, dati aggiornati e risposte sulle autorizzazioni ancora in sospes
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