Artemis II, la capusla Orion osservata e fotografata da Assisi

Il Gruppo astrofili Monte Subasio documenta la capsula in viaggio verso la Luna con immagini uniche dall’Osservatorio di Porziano

Dall’Osservatorio astronomico di Porziano, alle spalle di Assisi, il Gruppo astrofili Monte Subasio (Gams) ha osservato e documentato la capsula Orion della missione Artemis II durante la sua fase di crociera trans-lunare, a oltre 200.000 chilometri dalla Terra. L’attività si è svolta nelle ore successive al lancio, tra l’1:30 e le 3:47, quando gli astrofili umbri sono riusciti a tracciare e fotografare il movimento reale del veicolo spaziale nel cielo notturno.

L’osservazione ha permesso di ottenere una sequenza di 72 immagini, che testimoniano il passaggio della capsula nello spazio profondo. Secondo quanto riferito dagli stessi astrofili, si tratta di una delle prime documentazioni realizzate dal suolo italiano dopo il superamento della soglia dei 200.000 chilometri da parte di Orion, un traguardo significativo per il monitoraggio della missione.

A condurre l’osservazione è stato il vicepresidente del gruppo, Daniele Capezzali, che ha individuato la capsula nel cuore della costellazione dello Scorpione. In quel momento, Orion si trovava a oltre 218.000 chilometri dalla Terra e a più di 226.000 chilometri dalla Luna, viaggiando a una velocità di circa 1,39 chilometri al secondo.

Nelle immagini acquisite, la capsula non appare come un semplice punto luminoso, ma come una traccia lineare continua, effetto diretto del suo moto apparente rispetto allo sfondo stellare. Questo tipo di rappresentazione visiva consente di evidenziare il movimento del veicolo nello spazio e offre un riscontro concreto della sua traiettoria.

Nelle ore successive al lancio – ha detto ancora Cinti -, dall’Osservatorio astronomico di Porziano abbiamo realizzando una sequenza di 72 immagini che documentano il movimento reale di Orion nello spazio, a oltre 200.000 chilometri dalla Terra”. Il segretario del gruppo, Cristiano Cinti, ha sottolineato anche la rilevanza scientifica dell’osservazione, evidenziando il valore dei dati raccolti.

Accanto all’entusiasmo per il risultato raggiunto, non sono mancati commenti critici sul dibattito online legato alla missione. “Eppure, accanto all’emozione, non è mancato il rumore,” ha dichiarato Cinti, aggiungendo: “Commenti ironici e negazionisti hanno invaso la rete: non si trattava più di dubbi costruttivi, ma di una banalizzazione sempre più vuota della realtà scientifica”.

L’osservazione ha rappresentato non solo un momento di rilievo tecnico, ma anche un’occasione per ribadire l’importanza della divulgazione scientifica e dell’osservazione diretta dei fenomeni astronomici.

Vedere quel puntino luminoso attraversare la costellazione dello Scorpione ci ricorda che all’interno di quella traccia ci sono quattro esseri umani che stanno scrivendo la storia”, hanno commentato i membri del gruppo, sottolineando il valore umano e scientifico della missione.

Redazione

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