Il sindaco di Passignano sul Trasimeno, Sandro Pasquali, è stato assolto dall’accusa di truffa aggravata ai danni del Comune. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio dal giudice Elena Mastrangeli del tribunale di Perugia, con la formula «il fatto non sussiste».
Le motivazioni saranno depositate entro 90 giorni.
Pasquali: «Ho sempre avuto fiducia nella giustizia»
Dopo la lettura della sentenza, il sindaco ha espresso soddisfazione per l’esito del processo, pur sottolineando il peso della vicenda giudiziaria.
«Ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Sono stanco e appesantito da questa vicenda giudiziaria ma anche soddisfatto del risultato, per la mia famiglia e per la mia comunità che mi è sempre stata vicina», ha dichiarato Pasquali.
Il primo cittadino ha sempre sostenuto la correttezza del proprio operato.
La richiesta della Procura
Nel corso del processo, il pubblico ministero Anna Maria Greco aveva chiesto per Pasquali una condanna a due anni e cinque mesi di reclusione.
La vicenda riguardava i contributi previdenziali versati dal Comune di Passignano durante il periodo in cui Pasquali era stato assunto dal gruppo consiliare regionale del Partito Democratico.
Le accuse
Secondo la ricostruzione della Procura di Perugia, nel gennaio 2020 Pasquali avrebbe sottoscritto un contratto di lavoro con il gruppo consiliare del Pd in Assemblea legislativa regionale senza svolgere effettivamente l’attività lavorativa.
Il mese successivo avrebbe ottenuto un’aspettativa non retribuita motivata dall’esercizio di funzioni sindacali. Secondo l’accusa, questa situazione avrebbe comportato per il Comune di Passignano il versamento dei contributi previdenziali, quantificati in circa 450 euro al mese.
Gli accertamenti della Guardia di finanza hanno riguardato il periodo compreso tra marzo 2020 e febbraio 2022.
La Procura contestava quindi a Pasquali il conseguimento di un presunto profitto indebito ai danni dell’amministrazione comunale.
Un iter giudiziario lungo
Il procedimento aveva avuto un percorso articolato. Nel settembre 2023 il giudice Margherita Amodeo aveva pronunciato una sentenza di non luogo a procedere.
Nel giugno 2025 la Corte d’Appello di Perugia, accogliendo il ricorso dell’allora procuratore Raffaele Cantone, aveva annullato quella decisione disponendo il rinvio a giudizio.
Pasquali, che poco più di un anno fa era stato candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico, aveva successivamente rinunciato alla candidatura dopo il rinvio a giudizio.
Il processo si è concluso ora con l’assoluzione piena pronunciata dal tribunale di Perugia.
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