Liste d’attesa, a Perugia resta aperto il confronto sull’accesso alle prestazioni sanitarie. Da una parte l’Azienda ospedaliera Santa Maria della Misericordia evidenzia i risultati ottenuti nel 2026, dall’altra le opposizioni in Consiglio comunale richiamano dati che descrivono una situazione ancora critica a livello regionale.
Oltre 500mila prestazioni nei primi nove mesi
Secondo i dati diffusi dall’ospedale, nei primi nove mesi del 2026 sono state erogate 501.366 prestazioni specialistiche ambulatoriali, esclusa l’attività di laboratorio.
Il dato segna un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025 e del 3,7% rispetto al 2019. Le crescite più significative riguardano Diagnostica per Immagini, Radioterapia e Medicina Nucleare.
Nel primo semestre è aumentata del 4,6% anche l’attività destinata ai residenti della Usl Umbria 1.
Crollano le prestazioni sospese
L’Azienda ospedaliera segnala inoltre una riduzione del 92% delle prestazioni sospese nei Percorsi di Tutela, passate da 2.084 al primo settembre 2025 a 171 al 30 settembre 2026.
Secondo la direzione, le prestazioni ancora presenti riguardano soprattutto controlli di follow-up programmati per il 2027, che non sarebbero necessariamente in ritardo rispetto alle esigenze cliniche.
Migliora il rispetto dei tempi
Un altro indicatore riguarda il rispetto dei tempi previsti per le prestazioni specialistiche monitorate.
La percentuale è salita dal 61,82% di maggio all’88,18% di settembre. L’ospedale collega il miglioramento al potenziamento dell’attività ambulatoriale, al controllo delle prenotazioni e al coordinamento con la Usl Umbria 1.
Le opposizioni: «Dati ancora preoccupanti»
La lettura politica è però differente. I consiglieri di opposizione citano dati attribuiti ad Agenas relativi ai primi nove mesi dell’anno.
Secondo quanto riportato dalle minoranze, in Umbria soltanto il 62,7% delle prime visite specialistiche sarebbe stato effettuato entro i tempi di garanzia, contro il 78,6% della media nazionale.
Per gli esami diagnostici, la percentuale indicata sarebbe invece del 64,7%, rispetto all’85% nazionale.
La mozione sulle liste d’attesa
Il confronto politico si è intensificato dopo il voto con cui la maggioranza ha respinto la richiesta di urgenza sulla mozione presentata dalla minoranza.
Il documento seguirà ora l’iter ordinario nelle commissioni consiliari e chiede di sollecitare la Regione, acquisire dati aggiornati sulla situazione nel territorio perugino e fissare obiettivi misurabili.
«Gli umbri non possono continuare ad aspettare», sostengono i consiglieri di opposizione, secondo cui chi necessita di una visita o di un esame non dovrebbe essere costretto ad attendere ulteriormente per ottenere una risposta.
Il confronto resta quindi aperto tra i miglioramenti rivendicati dall’Azienda ospedaliera e le criticità evidenziate dalle opposizioni sulla capacità complessiva del sistema regionale di garantire le prestazioni nei tempi previsti.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.