Valtopina, muore a 20 anni in un cantiere stradale schiacciato da un rullo

Incidente sul lavoro in Umbria: un giovane operaio è morto nei lavori vicino a Santa Cristina. La procura di Spoleto indaga per omicidio colposo, mentre sindacati e istituzioni chiedono più controlli e formazione.

Un giovane operaio di 20 anni ha perso la vita nella mattinata di martedì 27 ottobre a Valtopina, in provincia di Perugia, mentre lavorava con uno schiacciasassi lungo uno sterrato. Secondo una prima ricostruzione, il mezzo si sarebbe ribaltato travolgendolo. L’incidente sul lavoro è avvenuto durante i lavori stradali nei pressi di Santa Cristina, e per il ragazzo non c’è stato nulla da fare.

I soccorsi e le prime verifiche

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale della Usl Umbria 2. È arrivato anche l’elisoccorso Nibbio, ma all’arrivo dei sanitari il giovane era già deceduto. Tutti i tentativi di soccorso si sono rivelati inutili.

Il mezzo coinvolto, un rullo compressore, è stato sequestrato. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria. La procura di Spoleto aprirà un fascicolo per omicidio colposo e con ogni probabilità disporrà l’autopsia. Gli accertamenti dovranno chiarire la dinamica e stabilire eventuali responsabilità.

I lavori affidati a una ditta di Foligno

Il sindaco di Valtopina, Gabriele Coccia, ha diffuso una nota di cordoglio. Ha precisato che l’incidente è avvenuto durante i lavori stradali vicino a Santa Cristina, affidati dal Comune a una ditta specializzata di Foligno. Il primo cittadino ha espresso vicinanza ai familiari e ai cari del giovane: “Una tragedia che lascia tutti attoniti e addolorati, di fronte a una vita spezzata così prematuramente”.

Anche il gruppo Torre, in consiglio comunale, ha parlato di una tragedia enorme. Ha ricordato che “la sicurezza sul lavoro non può essere uno slogan, ma una priorità assoluta” e ha chiesto prevenzione, formazione e controlli costanti.

Il prefetto convoca una riunione d’urgenza

Il prefetto di Perugia, Paolo Canaparo, ha espresso dolore per la scomparsa del giovanissimo lavoratore e ha convocato per il 29 ottobre una riunione con tutti gli organismi di vigilanza. Ha spiegato: “Dobbiamo assicurare controlli efficaci e allo stesso tempo dobbiamo impegnarci sul fronte della prevenzione e della formazione, con particolare riguardo ai giovani lavoratori”. Il prefetto incontrerà a breve anche le parti sindacali e datoriali, per condividere iniziative a favore del rispetto della normativa sulla sicurezza del lavoro.

l cordoglio della Regione

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso la vicinanza delle istituzioni regionali alla famiglia della giovane vittima: “Apprendo con immenso dolore e profondo sgomento la notizia del tragico incidente sul lavoro avvenuto questa mattina a Valtopina, in cui ha perso la vita un ragazzo di appena vent’anni. È straziante pensare che una vita così giovane possa essere spezzata mentre sta svolgendo il proprio lavoro”.

Ha poi aggiunto: “A nome mio personale, della Giunta regionale e dell’intera comunità umbra, desidero esprimere il più sincero e commosso cordoglio ai familiari, agli amici e ai colleghi del giovane lavoratore. La perdita di un ragazzo di vent’anni è una ferita grave per tutti noi, che colpisce al cuore l’intera collettività. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie come una fatalità: il diritto a un lavoro sicuro e dignitoso deve rimanere una priorità assoluta e inderogabile. Occorre continuare nell’impegno incessante e corale da parte di tutte le istituzioni, delle parti sociali e del tessuto produttivo per rafforzare la cultura della prevenzione e garantire che ogni persona possa tornare a casa sana e salva al termine della propria giornata lavorativa”.

La nota unitaria dei sindacati delle costruzioni

Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil Umbria hanno diffuso un comunicato unitario di cordoglio e denuncia: “Aveva appena vent’anni, un’età in cui il lavoro dovrebbe permettere di fare progetti e costruirsi un futuro. Questa mattina, invece, un giovane operaio ha perso la vita mentre lavorava con un macchinario nella zona di Valtopina”.

Le tre sigle hanno espresso profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, agli amici e ai colleghi del giovane: “Di fronte a una vita spezzata così presto, le parole sono necessarie, ma non bastano a esprimere il dolore”.

I sindacati affermano: “Non si può uscire di casa per andare al lavoro e non fare ritorno. Saranno gli organi competenti a ricostruire la dinamica e ad accertare eventuali responsabilità. Ma per ribadire che morire sul lavoro è inaccettabile non dobbiamo aspettare l’esito delle indagini”.

Le richieste sono precise: “Come sindacati delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni, chiediamo più controlli, formazione effettiva e continua, verifiche sull’utilizzo e sulla manutenzione dei macchinari e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione. La tutela della vita deve guidare ogni scelta organizzativa, ogni lavorazione, ogni giornata di lavoro”.

Il comunicato prosegue: “Non possiamo indignarci il giorno di una tragedia e tornare alla normalità quello successivo. Servono responsabilità precise e interventi concreti, senza compromessi dettati dai tempi di esecuzione o dalle esigenze economiche. Nessuna opera, nessuna scadenza e nessun risparmio possono valere più di una vita umana”.

La nota si chiude così: “Oggi ci stringiamo a chi ha perso un figlio, un amico, un collega. Il rispetto per questo dolore impone anche un impegno che continui quando si spegneranno i riflettori. Non possiamo rassegnarci a considerare queste tragedie un prezzo inevitabile del lavoro. A vent’anni si deve poter costruire il proprio futuro, non morire mentre si lavora per costruire quello degli altri”.

Filca Cisl Umbria: “Non perdiamo soltanto un lavoratore, ma un amico”

Il segretario della Filca Cisl Umbria, Emanuele Petrini, ha espresso un cordoglio personale oltre che sindacale: “Oggi il dolore è ancora più grande perché non perdiamo soltanto un lavoratore, ma un amico, una persona che faceva parte della nostra comunità”.

Ha proseguito: “Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutti coloro che gli hanno voluto bene, la FILCA CISL si stringe con affetto e commozione, esprimendo le più sentite condoglianze”.

Poi l’appello sulla sicurezza: “Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie. La sicurezza non può essere considerata un costo, né un adempimento formale: è un diritto fondamentale, un dovere e un impegno che deve unire tutti, ogni giorno”.

Il segretario ha concluso: “Il suo ricordo resterà nei nostri cuori e rafforzerà la nostra determinazione a continuare a lottare perché nessun lavoratore debba più perdere la vita mentre guadagna il pane per sé e per la propria famiglia. Ciao, amico nostro. Che la terra ti sia lieve”.

Fillea Cgil Umbria: “Più controlli, più formazione”

La segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri, ha richiamato la necessità di un impegno costante: “Come sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori delle costruzioni sappiamo quanto la sicurezza debba essere costruita giorno dopo giorno, nei cantieri, sulle strade e in tutti i luoghi nei quali si opera con mezzi e lavorazioni che richiedono attenzione, competenza e adeguate misure di prevenzione e ribadiamo quanto la sicurezza sia il risultato di un impegno collettivo che deve essere costante”.

Ha poi aggiunto: “Chiediamo quindi che si faccia chiarezza sull’accaduto e riaffermiamo la necessità di garantire più controlli, più formazione e un rafforzamento concreto di tutti gli strumenti necessari perché all’indignazione che segue ogni morte sul lavoro si accompagnino interventi concreti e la salute di chi lavora venga assicurata prima, non invocata dopo”.

Uil Umbria: “Servono azioni concrete”

Il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari, ha espresso cordoglio, commozione e vicinanza alla famiglia dell’operaio e ha chiesto interventi: “Le parole di cordoglio, però, non sono sufficienti e servono azioni concrete. I lavoratori dell’Umbria hanno bisogno di risposte: serviva un Protocollo d’intesa sugli appalti, che non è arrivato. E più controlli, con più assunzioni tra gli ispettori, che non sono arrivati”.

Ha aggiunto: “È il momento di fare, finalmente, un passo in avanti, mentre le indagini faranno il loro corso sul caso di oggi, stabilendo le responsabilità dell’episodio che non è più tollerabile”.

Un territorio ancora colpito dagli infortuni mortali

La morte del ventenne riporta l’attenzione sul tema degli infortuni mortali in Umbria. Mentre le indagini della procura di Spoleto faranno il loro corso, il 29 ottobre la riunione in prefettura a Perugia darà un primo seguito istituzionale alla tragedia.

Redazione

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