La proposta di legge di iniziativa popolare “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito”, nota come “Liberi subito” e promossa dall’Associazione Luca Coscioni, sarà discussa dall’Assemblea legislativa dell’Umbria giovedì 22 ottobre. Il testo ha ottenuto il via libera a maggioranza della Terza commissione nella seduta di ieri, con il consigliere Fabrizio Ricci (Avs) come relatore unico. L’iniziativa nasce nel solco della battaglia pubblica di Laura Santi, che ha atteso oltre due anni e otto mesi per veder rispettata la propria volontà.
La posizione dell’Associazione Luca Coscioni
Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria e tesoriere dell’associazione, hanno definito l’approvazione in commissione “un passaggio fondamentale per la tutela dei diritti delle persone malate in Umbria”. In una nota hanno spiegato che il testo “recepisce gran parte delle proposte da noi avanzate in fase di esame tecnico degli emendamenti e, nel complesso, può essere considerato un buon testo”.
In vista del dibattito in aula l’associazione chiede però di intervenire su due punti:
- eliminare il riferimento alla fase “terminale” della vita, giudicato discriminatorio perché aggiungerebbe un requisito non previsto dalla Corte costituzionale e precluderebbe a molte persone malate la possibilità di chiedere aiuto;
- fissare scadenze precise: cinque giorni per la convocazione della commissione medica e due giorni per la trasmissione della relazione finale al paziente, per evitare il ripetersi di casi come quello di Laura Santi.
L’associazione sarà presente giovedì davanti alla sede dell’Assemblea legislativa con un presidio, al quale parteciperanno Stefano Massoli, marito di Laura Santi, i membri del Comitato promotore “Liberi subito” e le Cellule Coscioni umbre. Marco Cappato seguirà la discussione in Aula.
Le obiezioni della presidente della Regione
Nel corso dei lavori della Terza commissione è intervenuta la presidente della Regione Stefania Proietti, che ha ricostruito il quadro normativo e giurisprudenziale sul suicidio medicalmente assistito, sul concetto di “area di non punibilità” e sui margini di azione del legislatore regionale. Secondo Proietti si tratta di questioni “di importanza assoluta, che non andrebbero affrontate a livello regionale”. La presidente ha affermato: “Bisognerebbe avere il coraggio di adottare una disciplina statale organica”. E ha aggiunto: “Sarebbe inoltre stato più opportuno un atto regolamentare piuttosto che una legge regionale”.
In assenza di una normativa nazionale, ha ricordato Proietti, le Regioni possono soltanto regolamentare l’organizzazione della presa in carico, individuare le strutture coinvolte e le modalità di presentazione della richiesta, attivare la verifica delle condizioni e definire i flussi informativi e la documentazione necessaria. Si tratterebbe, ha precisato, di una normativa di dettaglio per le persone che si trovano nelle condizioni individuate dalle sentenze della Consulta.
La presidente ha inoltre chiesto di definire meglio il caso della mancata indicazione del medico di fiducia e della sua sostituzione con un medico anestesista del servizio sanitario regionale. Ha poi sostenuto che la Regione non potrebbe imporre termini che comprimano i tempi degli approfondimenti clinici.
Proietti ha dichiarato: “Ben vengano le leggi di iniziativa popolare ma su un tema come questo si crea una grande complessità”. Ha indicato come priorità le cure palliative, ancora carenti, per le quali è programmata una copertura del 90% nel 2028 con un incremento graduale già da quest’anno, insieme ai posti di hospice e alla garanzia di un’assistenza adeguata.
L’appello di Pd, Movimento 5 stelle e Avs
I segretari e coordinatori regionali di Partito democratico, Movimento cinque stelle e Avs hanno espresso soddisfazione per l’esito della commissione. In una nota hanno parlato di una forma di autodeterminazione già attuata in Regioni di diverso orientamento politico e bloccata dal Parlamento nazionale. Hanno ricordato i quasi 5mila sottoscrittori della proposta e la volontà di rendere onore all’esempio di Laura Santi, che ha trasformato una sofferenza privata in una battaglia collettiva.
I tre partiti auspicano la più ampia convergenza possibile in Aula. Rilevano che in Parlamento il centrodestra su questi temi non è monolitico e si augurano che anche in Umbria si vada verso un voto di coscienza, nel rispetto dei paletti dettati dalla Corte costituzionale.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.