Don Davide va in Spagna, a Norcia parte petizione per trattenerlo

A Norcia cresce la mobilitazione per chiedere all’arcivescovo Renato Boccardo di rivedere la destinazione del sacerdote sul Camino de Santiago.

A Norcia è partita una petizione per chiedere all’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, di riconsiderare la decisione riguardante don Davide Tononi, destinato per un anno al servizio pastorale dei pellegrini italiani lungo il Camino de Santiago. L’iniziativa è stata avviata in questi giorni, dopo la comunicazione delle nuove nomine resa nota dall’Arcidiocesi il 15 agosto. A promuoverla sono cittadini e fedeli legati al sacerdote, presente nella comunità nursina dal settembre 2018. La raccolta firme è disponibile sia online sia attraverso moduli distribuiti in diverse attività del centro cittadino, con lo slogan «Don Davide non si tocca».

La decisione dell’Arcidiocesi prevede per don Tononi un anno di servizio pastorale in Spagna, concordato con il vescovo di Lugo, con il compito di occuparsi dell’accoglienza e dell’assistenza dei pellegrini italiani impegnati sul Camino de Santiago. Una scelta che ha però provocato una forte reazione nella comunità di Norcia, dove il sacerdote ha trascorso quasi otto anni svolgendo il proprio ministero in una fase particolarmente delicata per il territorio.

Il legame tra don Davide Tononi e Norcia affonda infatti le proprie radici negli anni immediatamente successivi al terremoto. Il sacerdote era arrivato nel settembre del 2018 con l’incarico di parroco in solido e con una missione che, secondo quanto indicato allora dallo stesso monsignor Boccardo, doveva contribuire a «ricostruire il tessuto sociale» di una comunità profondamente segnata dal sisma.

Da quel momento don Tononi ha accompagnato la popolazione durante le difficili fasi del post terremoto, vivendo direttamente le condizioni di una città alle prese con la ricostruzione materiale e sociale. In quegli anni il sacerdote ha svolto le proprie attività anche in strutture provvisorie, arrivando a vivere in un container e continuando a celebrare e organizzare iniziative pastorali negli spazi temporanei realizzati dopo la distruzione e l’inagibilità di numerose chiese.

Proprio questo percorso è uno degli elementi centrali della mobilitazione nata a Norcia. I promotori della petizione sottolineano il ruolo assunto dal sacerdote nel corso degli anni e il rapporto costruito con una comunità chiamata ad affrontare una lunga fase di emergenza e successiva ricostruzione.

Nella lettera indirizzata all’arcivescovo, secondo quanto riportato dall’ANSA, i cittadini spiegano: «Don Davide è stato per tutti noi molto più di un parroco: è stato un punto di riferimento spirituale e umano insostituibile».

Il documento richiama quindi l’impegno del sacerdote accanto alla popolazione e mette in relazione la sua presenza con il momento che Norcia sta attraversando oggi, segnato da una progressiva ripresa dopo gli anni più difficili seguiti al sisma.

«Oggi che le cose stanno finalmente migliorando e la nostra comunità intravede una rinascita – aggiungono i promotori – riteniamo ingiusto e doloroso veder andare via la persona che ha piantato con noi i semi di questa speranza».

La mobilitazione non è rimasta limitata alla raccolta di adesioni cartacee. La petizione ha infatti trovato spazio anche sul web e all’interno del gruppo Facebook “Segnalazioni Norcia”, diventando in pochi giorni un tema particolarmente sentito nella comunità locale. Parallelamente, i moduli per la raccolta delle firme sono stati messi a disposizione in diverse attività commerciali del centro.

La richiesta indirizzata a monsignor Boccardo è esplicita: «riconsiderare questa decisione e permettere a don Davide di rimanere tra la sua gente». L’obiettivo dei promotori è dunque quello di ottenere una revisione della scelta annunciata dall’Arcidiocesi e consentire al sacerdote di proseguire il proprio ministero a Norcia.

La destinazione prevista, tuttavia, non rappresenta un trasferimento definitivo: secondo quanto comunicato, si tratta di un anno di servizio pastorale sul Camino de Santiago, durante il quale don Tononi dovrebbe occuparsi soprattutto dei pellegrini italiani. È proprio sulla durata e sull’opportunità di questa assenza che si concentra la richiesta dei cittadini.

I promotori hanno già annunciato l’intenzione di consegnare le firme raccolte all’Arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Qualora non arrivasse una risposta ritenuta soddisfacente, l’iniziativa potrebbe essere portata anche a un livello superiore: nella petizione viene infatti prospettata la possibilità di far giungere la richiesta direttamente alla Santa Sede.

A quasi otto anni dall’arrivo del sacerdote nella città colpita dal terremoto, la vicenda assume così una forte dimensione comunitaria. La raccolta firme punta a valorizzare il rapporto costruito nel tempo tra don Davide Tononi e la popolazione di Norcia, chiedendo alla diocesi di rivedere una decisione che prevede, almeno per il prossimo anno pastorale, il suo impegno lontano dall’Umbria.

Redazione

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