Una fessura nella canna fumaria della caldaia ha lasciato filtrare il monossido di carbonio fino alla stanza dell’hotel Fortuna di Perugia dove alloggiavano Davide La Rosa, musicista deceduto, e la collega Tao Wei Huang, ancora ricoverata in prognosi riservata. La scoperta è arrivata ieri, durante un sopralluogo durato quasi otto ore, ad opera degli esperti del nucleo Niat dei vigili del fuoco, che hanno ispezionato l’interno del condotto con una telecamera specialistica. L’episodio, come riferisce il Corriere dell’Umbria, ha portato la procura a iscrivere nel registro degli indagati i due titolari della struttura ricettiva, ipotizzando i reati di omicidio colposo e lesioni personali gravissime.
Il percorso del gas tra i muri dell’hotel
Il monossido di carbonio si sarebbe propagato da una crepa individuata non lontano dalla camera occupata dai due musicisti, insinuandosi poi nelle tubature e nei corrugati dell’edificio. Durante le prove di funzionamento condotte ieri — con la caldaia rimessa in moto alla presenza dei consulenti nominati dagli avvocati degli indagati e dalla famiglia La Rosa — due stanze si sono riempite rapidamente di gas, costringendo gli stessi tecnici a indossare le mascherine protettive. Oltre alla camera dei due artisti, il gas ha raggiunto anche una stanza attigua, i cui occupanti sarebbero potuti sfuggire alla tragedia semplicemente uscendo dall’albergo. Già nella notte di venerdì, come riportato smpre dal Corriere dell’Umbria, i vigili del fuoco avevano rilevato tracce di monossido in diverse stanze e nelle aree comuni della struttura.
I materiali della canna fumaria e il nodo della manutenzione
Un elemento tecnico complica il quadro delle responsabilità: la canna fumaria collegata al seminterrato dove si trovano le caldaie sarebbe stata realizzata con cemento e, potenzialmente, eternit. Si tratta di una combinazione oggi non più conforme alle norme per i nuovi impianti, che richiedono materiali differenti. Per gli impianti già esistenti, tuttavia, tale configurazione resta ammessa se l’impianto risulta funzionante e certificato. Diventa quindi decisivo stabilire quando sia stata effettuata l’ultima manutenzione e se tutta la documentazione fosse in regola. Più difficile, secondo quanto emerso, sarà invece determinare da quanto tempo esistesse la fessura nel condotto.
Il dolore della famiglia e le condizioni della compagna
Gli accertamenti di ieri confluiranno in una relazione tecnica che i periti nominati dalla procura consegneranno nelle prossime settimane alla segreteria del pubblico ministero titolare del fascicolo, Anna Maria Greco. Nel frattempo, potrebbe arrivare già nella giornata del 4 Agosto l’incarico per l’autopsia sulla salma di Davide La Rosa.
La famiglia del musicista deceduto, attraverso il suo legale, ha diffuso una nota in cui chiede chiarezza assoluta sulla vicenda, definendo inaccettabile morire per intossicazione da monossido all’interno di una struttura ricettiva ritenuta sicura e controllata. Nella nota si sottolinea anche la rapidità con cui operatori e procura si sono attivati fin dalle prime ore. Resta intanto stabile, seppure ancora in prognosi riservata in terapia intensiva, Tao Wei Huang, la musicista trasferita nei giorni scorsi in camera iperbarica a Ravenna: le sue condizioni cliniche, rilevate già venerdì sera al pronto soccorso di Perugia, avevano orientato fin da subito le indagini sulla pista dell’intossicazione da gas.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.