Raddoppio ferrovia Spoleto-Campello: “Cosa vuole fare la Giunta regionale?”

Il capogruppo della Lega Melasecche interviene sul raddoppio ferroviario Spoleto–Campello e critica la giunta Proietti: “manca visione e coraggio decisionale” nella gestione delle opere strategiche

In Umbria torna acceso il confronto politico sul tema delle infrastrutture ferroviarie, con un intervento del capogruppo della Lega Umbria, Enrico Melasecche, che punta il dito contro la gestione della programmazione regionale e lo stato dei principali cantieri in corso.

Al centro dell’analisi si trova il progetto di raddoppio ferroviario della tratta Spoleto–Campello, infrastruttura lunga circa 10 chilometri, in parte in variante e con circa 3,6 chilometri in galleria, inserita nella direttrice strategica Orte–Falconara. Un’opera considerata cruciale per il collegamento tra Tirreno e Adriatico e per il miglioramento della capacità della rete ferroviaria regionale.

Nel suo intervento, Melasecche sottolinea la complessità del progetto e le numerose criticità affrontate nel tempo, tra cui interruzioni contrattuali e problematiche legate alle imprese esecutrici. “Occorre anche il coraggio di decidere perché, come esperienza insegna, se ti trovi alla mercé di qualsiasi interesse di partito o di sindacato… sei portato a rimandare a tempi futuri e incerti persino le soluzioni che urgono”, afferma il capogruppo leghista, richiamando la necessità di scelte più rapide e strutturali.

Secondo quanto riportato, una fase importante del cantiere è stata raggiunta con l’attivazione del binario unico su nuova sede dal 2020, che ha consentito la dismissione della vecchia linea e la soppressione di quattro passaggi a livello. Restano in corso diversi interventi tecnici, tra cui la realizzazione della nuova sottostazione elettrica di Spoleto, il completamento delle opere nelle stazioni di Spoleto e Campello e l’adeguamento degli impianti tecnologici.

Sul fronte operativo, il progetto prevede anche il completamento delle barriere antirumore, la sistemazione idraulica del fosso Licina e la successiva posa della sovrastruttura ferroviaria. “Si sta lavorando ad una nuova sotto stazione elettrica per l’alimentazione della linea ferroviaria nonché agli interventi necessari nelle stazioni di Spoleto e Campello”, viene evidenziato nella ricostruzione del quadro tecnico dell’opera.

Il completamento dell’intervento è previsto entro il primo trimestre del 2028, con un residuo di lavori pari a circa 41 milioni di euro già finanziati. Melasecche definisce il progetto un’opera “complessa quanto sfortunata”, ma strategica per il futuro della mobilità regionale e interregionale.

Parallelamente, viene richiamato anche il tema del coordinamento interregionale con le Marche e RFI, considerato fondamentale per il potenziamento della direttrice adriatica. “Il completamento di questo cantiere rappresenta un traguardo importante per il potenziamento della direttrice Orte-Falconara”, viene ribadito nel quadro complessivo dell’intervento.

Non manca la critica politica alla giunta regionale attuale. Melasecche attacca: “Qual è la visione programmatica di questa giunta? Quella del lamento quotidiano o della confusione dei no a tutto?”, mettendo in discussione la strategia infrastrutturale dell’esecutivo guidato dalla presidente Proietti.

Redazione

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