Si accende lo scontro politico sulla seconda canna della Galleria della Guinza, snodo chiave per l’Altotevere. San Giustino ha ospitato un vertice istituzionale convocato dall’assessore regionale De Rebotti, al quale hanno partecipato i sindaci di Città di Castello, Citerna e San Giustino. Al centro del confronto, il destino della seconda canna della Galleria della Guinza, opera incompiuta lungo la E78 Fano-Grosseto, infrastruttura strategica di collegamento tra Adriatico e Tirreno.
L’onorevole della Lega Riccardo Augusto Marchetti ha contestato quella che definisce una “presa di coscienza tardiva” da parte degli amministratori di centrosinistra, sottolineando come il centrodestra abbia già stanziato 14 milioni di euro per la progettazione esecutiva della seconda canna, inserita tra le priorità del contratto di programma ANAS 2021-2025. Il parlamentare ha inoltre ricordato che, con Matteo Salvini al Ministero delle Infrastrutture, ANAS ha consegnato lavori per 130 milioni di euro per l’apertura della prima canna e ha calendarizzato il completamento dell’opera.
La replica dell’assessore De Rebotti
L’assessore regionale De Rebotti ha risposto definendo “poco elegante” l’etichetta di “passerella” affibbiata all’incontro istituzionale, ribadendo che il confronto con i sindaci — al di là delle appartenenze politiche — aveva l’obiettivo di costruire un equilibrio tra la realizzazione dell’opera strategica e le esigenze di sviluppo e salvaguardia del territorio dell’Alto Tevere.
Nel merito, De Rebotti ha avanzato richieste precise: la priorità assoluta alla seconda canna della Guinza, accompagnata dal finanziamento complessivo dell’intero tratto umbro della E78, rifiutando esplicitamente la logica degli interventi parziali. “Di stralci poco significativi, di progettazioni parziali, di assenza o carenza di risorse questa Regione non ha certamente più bisogno”, ha dichiarato l’assessore, denunciando anni di politiche governative che avrebbero penalizzato l’Umbria come territorio di cerniera nel collegamento est-ovest.
La controreplica di Marchetti
Nella controreplica, Marchetti ha precisato che le sue critiche non erano rivolte ai sindaci né ai territori, ma riguardavano la correttezza istituzionale di De Rebotti. Il parlamentare ha rilevato come al tavolo fosse presente anche la consigliera regionale Letizia Michelini, esponente dello stesso partito dell’assessore, circostanza che avrebbe reso naturale il coinvolgimento dei parlamentari del territorio.
Marchetti ha poi ripercorso il proprio impegno sul dossier, a partire dai tempi del mandato da consigliere comunale a Città di Castello, rivendicando i risultati ottenuti: apertura dei cantieri sulla prima canna, calendarizzazione del completamento e stanziamento dei 14 milioni per la progettazione esecutiva del raddoppio. “Questa è la differenza tra chi organizza tavoli e chi riesce realmente a sbloccare le opere”, ha affermato il deputato leghista.
Una storia infrastrutturale decennale
La Galleria della Guinza è da anni il simbolo delle grandi opere incompiute del centro Italia. Collocata lungo la E78, asse viario destinato a connettere la costa adriatica con quella tirrenica attraverso Umbria, Marche e Toscana, l’infrastruttura ha accumulato ritardi che hanno penalizzato lo sviluppo economico dell’intera area. La prima canna è oggi in fase di completamento, mentre la progettazione della seconda — finanziata con 14 milioni — rappresenta il passaggio tecnico-amministrativo necessario per arrivare all’appalto dei lavori.
Il nodo politico sotteso allo scontro tra Marchetti e De Rebotti riguarda non solo la paternità delle scelte già compiute, ma anche la strategia futura: se procedere con finanziamenti graduali per singoli lotti o puntare a un finanziamento integrale del tratto umbro, come chiede il centrosinistra regionale.
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