Per gli umbri che scelgono di raggiungere il mare per sfuggire alle alte temperature estive, il weekend può trasformarsi in una spesa significativa. Tra stabilimenti balneari, carburante, pedaggi autostradali, parcheggi, pasti e pernottamenti, il costo complessivo per una famiglia di quattro persone può superare facilmente i 400 euro per due giorni. È quanto emerge da una rilevazione riportata dal Corriere dell’Umbria ed effettuata sulle principali località balneari di Marche, Toscana e Lazio, le mete tradizionalmente più frequentate dai residenti umbri durante la stagione estiva.
Ombrelloni e lettini, prezzi in aumento
I costi per usufruire di un ombrellone e due lettini continuano a rappresentare una voce importante del budget.
Nelle Marche, destinazione storica per migliaia di umbri, le tariffe per un fine settimana oscillano tra i 50 euro dei Bagni Stella Marina di Numana e i 70 euro dello Scalo Zero Village di Senigallia, passando per i 60 euro dello Chalet Bacio dell’Onda di San Benedetto del Tronto.
Più elevati i prezzi in Toscana, dove si parte dai 52 euro del Bagno La Pineta di Follonica e si arriva ai 100 euro della Locanda Lido di Capalbio, passando per i 74 euro del Bagno Sirena di Castiglione della Pescaia e gli 84 euro del Bagno Armida di Marina di Cecina.
Nel Lazio, invece, il costo varia dai 48 euro di Montalto di Castro fino agli 80 euro del Lido La Peonia di Sperlonga, con valori intermedi nelle altre località balneari.
Rincari contenuti negli stabilimenti
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori e della Fondazione Isscon, nel 2026 i servizi balneari hanno registrato un aumento medio del 2,7% rispetto all’anno precedente.
L’abbonamento giornaliero è cresciuto del 4%, mentre gli abbonamenti mensili e stagionali hanno segnato incrementi attorno al 3%. Una crescita relativamente contenuta se confrontata con altre voci legate alle vacanze.
Il vero peso sul budget arriva da bar e ristorazione
Se il costo dell’ombrellone resta sotto controllo, il vero impatto economico arriva dai consumi all’interno degli stabilimenti.
Secondo Federconsumatori, acqua, snack, panini, gelati e pasti consumati in spiaggia possono costare fino al 45% in più rispetto ai locali situati fuori dagli stabilimenti balneari.
Particolarmente rilevanti gli aumenti registrati per gelati e bibite, che segnano rincari medi vicini al 7%. Per una famiglia composta da due adulti e due bambini, una giornata tra pranzo, bevande e spuntini può incidere sensibilmente sulla spesa finale.
Viaggio e parcheggi pesano sempre di più
Alla giornata in spiaggia si aggiunge il costo del trasferimento.
Anche scegliendo località relativamente vicine all’Umbria come Numana, Civitanova Marche o Senigallia, bisogna considerare il prezzo del carburante, i pedaggi autostradali e i parcheggi a pagamento.
Una voce che negli ultimi anni è diventata sempre più rilevante nel bilancio delle famiglie e che contribuisce ad aumentare il costo complessivo del weekend.
Hotel, la spesa cresce a luglio
Per chi decide di fermarsi almeno una notte sulla costa, il pernottamento rappresenta un’ulteriore voce significativa.
Nelle località balneari prese in esame, una camera matrimoniale durante un fine settimana di luglio può facilmente superare i 150 euro a notte, con tariffe più elevate nelle strutture vicine al mare o nelle destinazioni più richieste.
Oltre 400 euro per due giorni al mare
Sommando tutte le spese — ombrellone, lettini, viaggio, parcheggi, pasti e pernottamento — una famiglia può arrivare a spendere oltre 400 euro per un weekend al mare, soprattutto scegliendo destinazioni della Toscana o del Lazio.
Un importo che conferma come anche una breve fuga estiva stia diventando sempre più impegnativa dal punto di vista economico.
Vacanze sempre più costose
Il fenomeno si inserisce in un quadro generale di aumento dei costi turistici.
Federconsumatori segnala infatti rincari medi del 15% per i traghetti con sistemazione in poltrona e del 18% per quelli con cabina rispetto al 2025.
Per una vacanza di una settimana al mare, una famiglia di quattro persone può arrivare a spendere 6.733,90 euro, con un incremento del 3% rispetto allo scorso anno. Anche la montagna non è esente dagli aumenti: per un soggiorno settimanale il costo medio raggiunge 4.914,60 euro, in crescita del 2,8%.
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