Carceri umbre, Proietti e Barcaioli: “Situazione inaccettabile dopo il quarto suicidio dell’anno”

La presidente della Regione e l'assessore al Welfare chiedono più risorse e interventi strutturali dopo la tragedia avvenuta nel carcere di Perugia-Capanne

Il suicidio di un detenuto avvenuto il 2 giugno nella Casa circondariale di Perugia-Capanne, il quarto registrato nelle carceri umbre dall’inizio del 2026, riporta al centro dell’attenzione il tema delle condizioni del sistema penitenziario regionale. A intervenire sono la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’assessore regionale al Welfare Fabio Barcaioli, che hanno espresso cordoglio per la vittima e chiesto un rafforzamento degli interventi a sostegno delle strutture detentive.

I due rappresentanti della Giunta regionale hanno riferito di essersi messi immediatamente in contatto con la direzione dell’istituto penitenziario di Perugia, manifestando vicinanza ai familiari del detenuto, agli operatori coinvolti e a tutto il personale che quotidianamente lavora all’interno del carcere.

“Il suicidio avvenuto il 2 giugno nella Casa circondariale di Perugia, il quarto registrato nelle carceri umbre dall’inizio dell’anno, impone una riflessione che riguarda l’intero sistema penitenziario”, affermano Proietti e Barcaioli.

Secondo la presidente della Regione e l’assessore, ogni episodio di questo tipo richiama le istituzioni alla necessità di garantire maggiore attenzione alle condizioni di fragilità che possono manifestarsi all’interno delle strutture detentive. “Ogni suicidio avvenuto in carcere richiama tutti a una responsabilità che non può essere elusa. La tutela della dignità della persona deve restare un principio irrinunciabile e richiede un’attenzione costante, capacità di ascolto e strumenti adeguati per intercettare situazioni di sofferenza”.

L’intervento dei due esponenti regionali si concentra anche sul problema del sovraffollamento carcerario, che continua a caratterizzare le strutture umbre. Secondo i dati forniti dalla Regione, al 30 aprile 2026 nelle case circondariali di Perugia-Capanne, Terni, Spoleto e Orvieto erano presenti complessivamente 1.708 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 1.340 posti.

“Questa è una situazione inaccettabile”, sottolineano Proietti e Barcaioli, evidenziando come il numero delle persone detenute continui a superare in maniera significativa la disponibilità effettiva delle strutture.

La Regione richiama inoltre l’attenzione sulle difficoltà operative affrontate quotidianamente dagli operatori penitenziari. “In questi luoghi operano ogni giorno agenti della Polizia penitenziaria, personale sanitario, educatori e operatori che svolgono un compito delicato in condizioni spesso difficili”.

Un tema particolarmente sentito riguarda la carenza di personale, più volte segnalata dalle organizzazioni sindacali e dagli stessi operatori del settore. Secondo Proietti e Barcaioli, l’aumento della popolazione detenuta registrato negli ultimi mesi rende necessario un potenziamento degli organici e delle risorse a disposizione degli istituti.

“La carenza di organico, segnalata da tempo dalle organizzazioni sindacali e dagli stessi operatori, si confronta con un numero di presenze che continua a superare la disponibilità regolamentare dei posti. A ciò si aggiunge l’aumento della popolazione detenuta registrato negli ultimi mesi, anche in conseguenza delle disposizioni introdotte dal Decreto Sicurezza che rendono necessario un rafforzamento stabile degli organici della Polizia penitenziaria e delle altre professionalità coinvolte”.

Nel loro intervento, la presidente della Regione e l’assessore al Welfare evidenziano anche alcuni dati che, a loro giudizio, rendono ancora più urgente un’azione concreta sul fronte penitenziario. “A cinque mesi dall’inizio del 2026, i suicidi registrati in Umbria rappresentano il 17% di quelli avvenuti nelle carceri italiane. Inoltre il rapporto tra popolazione detenuta e popolazione regionale, pari allo 0,19%, risulta tra i più alti a livello nazionale”.

Per questo motivo, secondo la Regione, occorre rafforzare gli strumenti di prevenzione e il monitoraggio delle condizioni psicologiche delle persone detenute. “È necessario perciò rafforzare la prevenzione del disagio psichico e mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita delle persone detenute”.

La Regione Umbria ribadisce infine la volontà di continuare a collaborare con le istituzioni competenti affinché il tema delle carceri resti una priorità nel dibattito pubblico e nelle politiche nazionali. “La Regione Umbria continuerà a collaborare con le istituzioni competenti affinché questi temi restino al centro del confronto pubblico e affinché il ministero della Giustizia avvii interventi capaci di affrontare la complessità del sistema carcerario”.

Redazione

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