L’Umbria registra un aumento significativo dei disturbi del comportamento alimentare, con circa 13.569 persone tra 12 e 45 anni affette da anoressia, bulimia e disturbi da alimentazione incontrollata. Di questi, 9.580 sono donne e 3.989 uomini, ma i dati sono sottostimati, poiché molte persone non chiedono ancora aiuto. La fascia più colpita è quella tra i 12 e i 25 anni, confermando un progressivo abbassamento dell’età di esordio.
A tracciare il quadro con l’Ansa è Laura Dalla Ragione, psichiatra e psicoterapeuta, direttore della Rete regionale disturbi alimentari e docente all’Università Campus Bio-Medico di Roma, in vista del 2 giugno, Giornata mondiale di sensibilizzazione sui disturbi alimentari. Secondo l’esperta, i maschi rappresentano ormai circa il 20% dei pazienti tra 12 e 17 anni, con un aumento significativo della vigoressia e del legame tra disturbi alimentari e iperattività fisica.
Il fenomeno ha subito un’accelerazione a seguito del lockdown, con un aumento del 30% dei casi rilevato dal Ministero della Salute. Il Centro di Todi, che gestisce anche il Numero Verde nazionale DCA 800180969, ha registrato un raddoppio delle richieste di aiuto nel 2020 e un triplicarsi nel 2023.
In Umbria, la rete di eccellenza DCA, attiva dal 2003, comprende strutture dedicate all’età evolutiva e adulta:
- Todi, Palazzo Francisci e Nido della Rondine, per anoressia e bulimia
- Centro Dai di Città della Pieve, per obesità e disturbi da alimentazione incontrollata
- Centro DCA ambulatoriale di Umbertide, per bambini e preadolescenti con disturbi selettivi dell’alimentazione
Le Aziende ospedaliere di Perugia e Terni assicurano assistenza nella fase di ricovero salvavita, mentre l’Asl 2 offre servizi territoriali a Terni e Foligno per adolescenti e adulti.
Secondo la psichiatra, i social media rappresentano un fattore amplificatore dei disturbi: il tempo trascorso online influisce sull’autostima, sull’immagine corporea e sull’interiorizzazione di ideali di magrezza, aumentando i sintomi depressivi. Tra i giovani con disturbi alimentari, il 60% presenta fenomeni di autolesionismo.
Il quadro epidemiologico mostra come i disturbi non siano più esclusivamente femminili e che, a causa della maggiore esposizione ai social e al cambiamento della percezione del corpo, anche i ragazzi vivano un crescente disagio psicologico. Tra il 2020 e il 2021, gli accessi dei giovani maschi alle strutture di cura territoriali e ospedaliere sono aumentati quattro volte, probabilmente a causa della maggiore visibilità della sofferenza emersa durante il lockdown.
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