Appalto trasporti Usl Umbria 2, sindacati: “Persone spostate senza motivo, si faccia chiarezza”

Filcams Cgil, Fp Cgil e Uiltucs Uil chiedono l’intervento della Regione Umbria per tutelare i lavoratori del servizio trasporti sanitario.

È una situazione indecorosa e vergognosa. Non si può continuare a trattare le persone come numeri o pacchi da spostare da una cooperativa all’altra”. Con queste parole Filcams Cgil Perugia, Fp Cgil Perugia e Uiltucs Uil Umbria intervengono sulla vicenda dell’appalto del servizio trasporti della Usl Umbria 2, che oggi coinvolge 60 lavoratori ma che nel tempo ha interessato circa 150 persone.

Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento immediato della Regione Umbria, sottolineando la necessità di garantire stabilità, dignità lavorativa, il corretto contratto nazionale e il riconoscimento delle professionalità impiegate nel servizio.

Un servizio essenziale per ospedali e territorio

Per oltre cinque anni i lavoratori hanno svolto attività considerate fondamentali per il funzionamento dei servizi sanitari: trasporto di degenti e pazienti, collegamenti intraospedalieri ed extraospedalieri tra Foligno, Spoleto, Norcia, Cascia e Terni, oltre alla movimentazione di materiale biologico, ematico e farmaci antiblastici.

Secondo i sindacati, nonostante il ruolo essenziale svolto quotidianamente, questi operatori sarebbero stati trattati come un costo da ridurre, subendo salari bassi, minori tutele e condizioni contrattuali considerate non adeguate alle responsabilità richieste.

La vicenda dell’appalto

La situazione nasce nel 2020, quando il Consorzio Progetto Multiservizi, attraverso due cooperative, assume il personale applicando il contratto nazionale “Case di cura Anpit”. Una scelta contestata immediatamente da Filcams, Fp e Uiltucs perché avrebbe comportato un peggioramento delle condizioni economiche e normative rispetto al precedente contratto delle cooperative sociali.

Negli anni successivi si sono susseguiti incontri, mobilitazioni e richieste di intervento rivolte a Regione Umbria e Usl Umbria 2. Nel 2024, su richiesta della Cgil, è intervenuto l’Ispettorato del lavoro, che dopo circa un anno di verifiche ha contestato diverse irregolarità, tra cui l’utilizzo improprio del lavoro a termine, criticità su salute e sicurezza e trattamenti retributivi ritenuti non conformi all’articolo 36 della Costituzione.

Nuovo appalto e timori dei lavoratori

A marzo 2026 la Usl Umbria 2 ha annunciato l’aggiudicazione del nuovo appalto, indicando come contratto applicabile quello dei “Servizi di pulizia e servizi integrati/multiservizi”. Una decisione giudicata dai sindacati “gravissima e incomprensibile”, ritenendo il contratto non coerente con le attività realmente svolte.

Le organizzazioni sindacali criticano inoltre il possibile ricorso al subappalto e segnalano il rischio che molti lavoratori possano incontrare difficoltà nel recuperare le ultime spettanze e il trattamento di fine rapporto dalle cooperative uscenti.

Stipendi in ritardo e stato di incertezza

Nel frattempo, sia la Usl Umbria 2 sia il Consorzio Progetto Multiservizi hanno presentato ricorso al Tar Umbria contro gli esiti dell’attività ispettiva.

I sindacati evidenziano però che il problema non può essere considerato solo amministrativo: “Qui non c’è soltanto un contenzioso giuridico, ci sono persone, famiglie, salari insufficienti e anni di precarietà”.

Ad oggi i lavoratori attendono ancora lo stipendio di aprile, pur continuando a garantire il servizio. Secondo Filcams Cgil, Fp Cgil e Uiltucs Uil, un eventuale rallentamento o interruzione del servizio avrebbe conseguenze immediate e pesanti per il sistema sanitario territoriale.

Redazione

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