Premio “Voci e Visioni” a Linda Lucidi: riconoscimento speciale in Campidoglio

Linda Lucidi

Roma, 13 maggio 2026 – Si è svolta nella prestigiosa Sala del Carroccio in Campidoglio la cerimonia di premiazione di “Voci e Visioni”, il riconoscimento ideato da Alessandro Scarnecchia, Direttore di Terza Pagina Magazine, e promosso da Svetlana Celli.

Tra i protagonisti dell’edizione 2026 spicca l’artista umbra Linda Lucidi, alla quale è stato conferito un premio speciale per il valore del suo percorso creativo e per la capacità di tradurre la complessità del presente in un linguaggio artistico originale, evocativo e profondamente contemporaneo.

La cerimonia, svoltasi il 12 maggio, ha riunito istituzioni, rappresentanti del mondo culturale e protagonisti della comunicazione, confermando il ruolo del premio come spazio di confronto tra linguaggi diversi dell’informazione e della creatività.

“Voci e Visioni” nasce con l’obiettivo di valorizzare chi, attraverso giornalismo, fumetto e media digitali, contribuisce a interpretare la realtà con sensibilità e rigore, offrendo al pubblico strumenti di lettura del presente. In questo contesto, il riconoscimento assegnato a Linda Lucidi sottolinea l’importanza dell’arte come forma di narrazione e interpretazione del mondo contemporaneo.

Nel corso dell’evento, Alessandro Scarnecchia ha ribadito la centralità di una comunicazione consapevole e responsabile, capace di unire informazione e visione culturale, evidenziando come il lavoro degli artisti premiati rappresenti un contributo essenziale alla costruzione di una coscienza collettiva più attenta e critica.

La Sala del Carroccio, cuore istituzionale della Capitale, ha fatto da cornice a una giornata dedicata al talento e alla valorizzazione delle eccellenze culturali. Il premio a Linda Lucidi si inserisce così in un percorso di riconoscimento delle espressioni artistiche contemporanee che contribuiscono a raccontare il presente con profondità e autenticità.

Linda Lucidi

Partiamo dalla cerimonia in Campidoglio: cosa ha rappresentato per lei ricevere questo premio?
È stato un riconoscimento che va oltre la dimensione personale. Riceverlo in una sede istituzionale così importante significa vedere valorizzato un percorso artistico costruito nel tempo, con coerenza e ricerca.

Il premio “Voci e Visioni” nasce da un’idea di Alessandro Scarnecchia. Che impressione ha avuto di questa iniziativa?
L’ho percepita come un progetto culturale estremamente lucido, che mette al centro il valore della narrazione contemporanea e di chi contribuisce a interpretarla con strumenti diversi, dall’arte all’informazione.

Quanto conta, per un’artista, essere riconosciuta all’interno di un contesto così fortemente legato alla comunicazione e ai media?
È fondamentale, perché oggi l’arte dialoga inevitabilmente con il sistema dell’informazione. Essere parte di questo confronto significa dare maggiore forza e visibilità al proprio linguaggio espressivo.

C’è un messaggio specifico che, secondo lei, il premio vuole trasmettere al mondo culturale?
Credo sia quello di riportare attenzione sulla qualità, sulla profondità e sulla responsabilità di chi racconta il presente, indipendentemente dal mezzo utilizzato.

Alessandro Scarnecchia ha parlato di “visioni che aiutano a comprendere il presente”. Lei si riconosce in questa definizione?
Sì, perché il mio lavoro nasce proprio dall’esigenza di interpretare ciò che ci circonda, trasformandolo in immagini che possano aprire nuove chiavi di lettura.

Che ruolo ha avuto il territorio umbro nella sua crescita artistica?
Un ruolo decisivo. L’Umbria è una terra che invita all’osservazione, alla riflessione, alla profondità. Sono elementi che inevitabilmente entrano nel mio linguaggio artistico quotidiano.

Guardando al futuro, cosa cambia dopo un riconoscimento come questo?
Cambia soprattutto il livello di consapevolezza. Non si tratta di un punto di arrivo, ma di un invito a continuare a sperimentare con maggiore responsabilità e libertà creativa.

A chi dedica questo premio?
A mio marito Gianluca Cianetti venuto a mancare nel 2025 a causa di una malattia grave.

Linda la ringrazio per la disponibilità e per la chiarezza delle sue riflessioni.
A nome della redazione, le porgo i più sentiti auguri per il prosieguo del suo percorso artistico e professionale, con l’auspicio che questo riconoscimento rappresenti un ulteriore stimolo alla sua ricerca e alla sua crescita.
Grazie di cuore a tutti voi per la bellissima intervista.

In una Roma che custodisce la memoria e la trasforma in futuro, il riconoscimento si fa più di un premio: diventa traccia, segno, passaggio. Le opere continuano a vivere oltre lo sguardo, come respiri sospesi tra ciò che è stato raccontato e ciò che ancora resta da dire.

Così l’arte non conclude, ma apre. Non chiude il percorso, lo moltiplica. E ogni visione, quando trova ascolto, diventa già una nuova forma di silenziosa promessa.

A cura di Ilaria Solazzo

Redazione

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