Infermieri umbri, la Regione rilancia su organici e formazione

In occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere 2026, la Regione Umbria ribadisce l’impegno per valorizzare una professione centrale nella sanità tra assunzioni, formazione universitaria e iniziative dedicate

Dai difficili mesi della pandemia fino alle sfide quotidiane della sanità territoriale e ospedaliera, gli infermieri continuano a rappresentare una figura fondamentale per il sistema sanitario umbro. In occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere 2026, celebrata il 12 maggio con il tema globale “I nostri infermieri, il nostro futuro. Il potere economico della cura”, la Direzione Salute e welfare della Regione Umbria ha voluto ribadire il valore di una professione considerata centrale per la qualità dell’assistenza e per il funzionamento dell’intero sistema sanitario regionale.

La ricorrenza è stata presentata come un momento di riconoscimento concreto verso una categoria che negli ultimi anni ha affrontato emergenze continue, dalla pandemia alle nuove esigenze assistenziali legate all’invecchiamento della popolazione e alla crescita delle cure territoriali. Un percorso che, secondo la Regione, richiede oggi investimenti costanti sia sul piano professionale sia sul rafforzamento degli organici.

“La valorizzazione della professione – ha sottolineato la presidente della Regione Umbria con delega alla Sanità, Stefania Proietti – passa inevitabilmente attraverso un rafforzamento concreto degli organici, segnale tangibile della volontà regionale di investire nel capitale umano”. La presidente ha evidenziato come le quattro aziende sanitarie umbre siano attualmente impegnate in attività di potenziamento del personale infermieristico, considerate indispensabili per garantire qualità delle cure e sostenibilità del sistema sanitario.

Un ruolo decisivo viene riconosciuto anche al rapporto con l’Università degli Studi di Perugia, impegnata nella formazione delle nuove generazioni di professionisti sanitari. Attualmente sono circa 650 gli studenti iscritti al Corso di laurea triennale in Infermieristica presso la sede di Perugia, ai quali si aggiungono circa 1000 giovani in formazione nelle altre sedi regionali dei corsi di laurea infermieristica.

Accanto alla formazione di base, prosegue anche il percorso di alta specializzazione. Sono infatti 110 i professionisti iscritti al Corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche, impegnati nell’acquisizione di competenze avanzate per affrontare le nuove esigenze cliniche, organizzative e assistenziali della sanità contemporanea.

Secondo la Direzione Salute e welfare, il sistema sanitario regionale guarda così al futuro puntando su una nuova generazione di infermieri in grado di integrare competenze tecniche, capacità relazionali e assistenza di prossimità.

Per celebrare la Giornata internazionale dell’Infermiere, tutte le aziende sanitarie umbre hanno promosso iniziative dedicate alla riflessione scientifica, alla formazione e al racconto delle esperienze professionali. Tra gli appuntamenti principali figura l’incontro dal titolo “Curiamo la professione – Il valore dell’infermieristica nella sanità umbra”, ospitato martedì 12 maggio presso la Scuola lingue estere dell’Esercito di Perugia e organizzato dall’Opi di Perugia in collaborazione con il Comitato regionale della Croce Rossa Italiana.

A Terni, invece, l’Opi di Terni, in collaborazione con la Usl Umbria 2 attraverso il servizio Formazione e comunicazione, ha promosso l’evento “Oltre la tecnica: emozioni in scena nella pratica infermieristica di oggi”, in programma nel pomeriggio di lunedì 18 maggio presso la Sala del Camino del polo sanitario e geriatrico di Terni.

L’incontro sarà dedicato al rapporto tra competenze tecniche e dimensione emotiva dell’assistenza, con l’obiettivo di approfondire il ruolo umano della professione infermieristica all’interno dei percorsi di cura.

Nel panorama sanitario umbro, gli infermieri operano oggi in numerosi ambiti specialistici: dalla gestione delle emergenze e del volo sanitario all’assistenza nel wound care, fino alla medicina penitenziaria e al supporto territoriale garantito dall’Infermiere di famiglia e comunità. Un’attività articolata che conferma il ruolo sempre più strategico di una professione chiamata non soltanto a eseguire prestazioni sanitarie, ma a prendersi cura della persona in tutte le fasi della vita.

Redazione

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