Ocse, l’Umbria cresce nella qualità della vita, nonostante la crisi demografica

Presentato a Perugia il nuovo report Ocse sull’attrattività regionale: forte coesione sociale e turismo, ma pesano fuga di giovani, infrastrutture e stagnazione economica.

L’Umbria presenta una delle migliori qualità della coesione sociale in Europa e livelli elevati di benessere percepito dai residenti, ma continua a fare i conti con difficoltà strutturali che frenano crescita economica e sviluppo demografico. È il quadro emerso dal nuovo Report Ocse dedicato al rafforzamento dell’attrattività e dello sviluppo della regione, presentato a Perugia nella sede di Palazzo Donini alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti, della Giunta regionale e di alcuni consiglieri.

Secondo lo studio dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’Umbria si troverebbe oggi all’interno di una vera e propria “trappola dello sviluppo”, caratterizzata da una crescita stagnante e da difficoltà nel trattenere e attrarre forza lavoro qualificata. Una situazione che, secondo gli esperti, rischia di incidere sul futuro economico e sociale del territorio.

Il report è stato illustrato da Claire Charbit, senior expert in politiche di sviluppo regionale ed ex responsabile dell’unità Ocse per l’attrattività regionale, insieme a Sabrina Lucatelli, vicepresidente del gruppo di lavoro sullo sviluppo rurale dell’Ocse, Giovanni Pagano, policy analyst del dipartimento sviluppo regionale e governance multilivello dell’organizzazione, e Andrea Floria, programme manager per l’Umbria presso la Commissione europea.

L’analisi evidenzia come la regione stia attraversando una profonda crisi demografica, particolarmente accentuata nelle aree interne, dove l’invecchiamento della popolazione e la fuga di giovani qualificati stanno progressivamente riducendo la base economica e produttiva del territorio. L’Umbria è stata selezionata due anni fa dalla Commissione europea insieme ad altre undici regioni europee proprio per approfondire il tema dell’attrattività regionale.

A spiegare le principali criticità è stato Giovanni Pagano, che ha parlato di un “circolo vizioso” generato dalla progressiva riduzione della popolazione attiva e dalla chiusura di servizi essenziali. “Con una base economica che si riduce sempre di più – ha spiegato – questo porta soprattutto i giovani talenti umbri a lasciare la regione”.

Tra gli elementi che incidono maggiormente sul fenomeno emerge la difficoltà nel creare opportunità lavorative ad alta qualificazione. Secondo l’Ocse, il sistema produttivo umbro soffre infatti di limiti legati a ricerca, sviluppo e innovazione. È stato sottolineato come l’innovazione sia sostenuta prevalentemente dal settore pubblico, mentre restano più deboli i collegamenti tra università, centri di ricerca e imprese.

Un altro nodo centrale riguarda le infrastrutture e i collegamenti, indicati dagli esperti come uno dei fattori che contribuiscono all’isolamento della regione e che limitano la competitività del territorio sia dal punto di vista economico sia turistico. Le difficoltà nei trasporti e nelle connessioni vengono considerate un ostacolo anche per l’incremento dei flussi turistici internazionali.

Accanto alle criticità, il report mette però in evidenza diversi punti di forza dell’Umbria. Tra questi spicca la qualità della vita percepita dai cittadini, accompagnata da un forte livello di coesione sociale che, secondo gli esperti Ocse, rappresenta uno dei migliori dati registrati a livello europeo.

Sabrina Lucatelli ha parlato delle “numerose luci” presenti nel territorio regionale, sottolineando in particolare il patrimonio naturale e culturale umbro. “C’è la qualità della vita, nella percezione dei cittadini che abitano l’Umbria, vista come un luogo positivo soprattutto per un elevato livello di coesione sociale”, ha spiegato.

Tra i settori considerati più promettenti viene indicato anche il turismo. L’Ocse riconosce all’Umbria risultati significativi nelle performance turistiche, pur evidenziando margini di miglioramento soprattutto per quanto riguarda l’arrivo di visitatori stranieri. Anche in questo caso, secondo il report, il tema delle infrastrutture e delle connessioni resta determinante per aumentare l’attrattività internazionale della regione.

Redazione

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