Il capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in consiglio regionale dell’Umbria, Fabrizio Ricci, ha presentato nei giorni scorsi una proposta di modifica della legge regionale 1/2015, il Testo Unico di Governo del Territorio, per contrastare il consumo di suolo nella regione. L’intervento si rende necessario a fronte di un fenomeno che continua a un ritmo di oltre 140 ettari all’anno, nonostante lo spopolamento in atto, con una quota di suolo consumato pro capite tra le più alte d’Italia.
La proposta di emendamento mira a introdurre regole più stringenti per la tutela dei suoli agricoli e il contenimento della cementificazione. L’iniziativa legislativa interviene specificamente sui meccanismi di variazione tra aree di particolare interesse agricolo e altre destinazioni d’uso, eliminando la possibilità di scambi che, nella pratica attuale, producono una riduzione netta della superficie agricola tutelata.
L’emendamento presentato dal gruppo Avs prevede inoltre che le varianti urbanistiche non possano sfuggire al calcolo del consumo di suolo, garantendo così un effettivo contenimento dell’uso del suolo agricolo attraverso una pianificazione urbanistica completa e corretta. Questo aspetto risulta cruciale per impedire che modifiche alla destinazione d’uso dei terreni possano aggirare i vincoli esistenti.
Secondo quanto dichiarato da Ricci in una nota ufficiale, la situazione umbra richiede un intervento con forza e urgenza. La regione presenta infatti dati allarmanti: nonostante il progressivo calo demografico, il consumo di nuovo suolo prosegue a ritmi sostenuti, configurando un paradosso territoriale che necessita di un’inversione di rotta immediata.
La proposta legislativa si inserisce in un percorso di riforma più complessiva del Testo Unico di Governo del Territorio. Il capogruppo di Avs ha confermato di aver messo a disposizione l’emendamento per questo iter normativo più ampio, trovando convergenza con l’assessore De Luca, che sul tema dimostra particolare sensibilità.
L’urgenza dell’intervento normativo viene motivata anche con il riferimento alle drammatiche immagini di Niscemi e alla consapevolezza della fragilità del territorio umbro davanti ai cambiamenti climatici. Questi elementi rendono improcrastinabile l’adozione di misure efficaci per la protezione del suolo, risorsa non rinnovabile e sempre più strategica per la resilienza territoriale.
Il meccanismo attualmente in vigore consente infatti scambi tra aree che, pur mantenendo formalmente un equilibrio quantitativo, determinano nei fatti una diminuzione della superficie agricola effettivamente tutelata. L’emendamento proposto intende chiudere questa possibilità, rendendo più rigidi i criteri per le modifiche di destinazione d’uso.
La questione del consumo di suolo in Umbria assume particolare rilevanza se confrontata con il dato nazionale: la regione registra valori pro capite significativamente superiori alla media italiana, evidenziando una contraddizione tra dinamiche demografiche negative e pressione edilizia ancora elevata.
L’iniziativa legislativa di Avs punta dunque a colmare un vuoto normativo e a rafforzare gli strumenti di controllo e pianificazione territoriale, nella convinzione che la tutela del suolo agricolo rappresenti una priorità sia ambientale che economica per il futuro della regione.
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