Il bilancio di previsione 2026-2028 approvato dalla Giunta Proietti ha suscitato forti critiche da parte dei gruppi di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Tp-Uc). Secondo le forze politiche di centrodestra, la manovra rappresenta un grave passo indietro per l’Umbria, in quanto si basa su un aumento pesante della pressione fiscale, senza proporre riforme strutturali o una visione di sviluppo per la regione.
In una nota congiunta, i consiglieri di opposizione hanno accusato la Giunta di non aver sostenuto famiglie e imprese, di non aver rafforzato i servizi essenziali e di non aver preparato l’Umbria ad affrontare le sfide future. “Altro che ripartenza – affermano – questo bilancio non sostiene né la crescita né la competitività della nostra regione, mentre il Governo nazionale va nella direzione opposta, riducendo le tasse e puntando su investimenti e sviluppo”.
I consiglieri di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc hanno parlato di un fallimento politico da parte della Giunta Proietti, evidenziando come dopo oltre un anno di governo, l’unica cosa che rimane sono le tasse più alte, i rinvii continui e le promesse mancate. “La Regione è ferma, paralizzata dalle divisioni interne alla maggioranza, e prigioniera di un’impostazione ideologica che penalizza famiglie, imprese e territori”, hanno sottolineato i gruppi di opposizione.
Un altro tema caldo riguarda i servizi. “Sul fronte della sanità, la distanza tra gli annunci della presidente Proietti e la realtà è ormai evidente”, hanno commentato i consiglieri, denunciando il raddoppio delle liste di attesa, l’aumento della mobilità passiva e la mancata realizzazione delle promesse assunzioni di personale sanitario. Inoltre, hanno criticato la mancanza di riforma del sistema sanitario, l’assenza di un riordino della rete ospedaliera e l’inefficienza del piano socio-sanitario.
Le critiche si sono estese anche al capitolo delle infrastrutture. Secondo i gruppi di opposizione, la Giunta ha bloccato progetti strategici come il Nodo di Perugia, rinunciando a risorse nazionali disponibili. Per quanto riguarda l’alta velocità ferroviaria, i consiglieri hanno evidenziato come le politiche siano caratterizzate da annunci confusi e contraddittori, senza soluzioni concrete. Anche sulla gara per il trasporto pubblico locale c’è un rinvio continuo, con costi che, nel tempo, hanno già pesato per centinaia di milioni di euro sulle casse regionali.
Un altro punto critico riguarda il sostegno al sistema produttivo. I gruppi di opposizione hanno lamentato l’insufficienza dei fondi destinati al cofinanziamento del Fondo Sociale Europeo nel 2026, con il rischio di bloccare interventi fondamentali e ridurre l’Umbria a una corsa affannosa alla spesa negli ultimi anni di programmazione.
“La narrazione di un’Umbria sull’orlo del baratro ereditata nel 2024 è stata smentita dai fatti”, hanno aggiunto, sottolineando che continuare a guardare al passato per giustificare scelte sbagliate nel presente non è più credibile.
“Servivano riforme, investimenti e una strategia chiara di sviluppo“, hanno concluso, “ma invece siamo di fronte a un bilancio fatto di rinvii, aumento delle tasse e totale assenza di visione. Gli umbri meritano serietà, trasparenza e scelte coraggiose, non un bilancio che si limita a fotografare l’esistente e a scaricare sui cittadini il costo dell’inerzia e dell’incapacità di governare”.
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