A Perugia le imprese i primi 6 mesi lavorano per pagare le tasse

CNA Umbria lancia l’allarme: a Perugia e Terni le imprese lavorano più di 190 giorni all’anno solo per pagare le tasse. Aumentano le imposte, peggiorano le prospettive.

“Nonostante la lieve flessione registrata dal nostro osservatorio sul fisco rispetto alla precedente rilevazione, la tassazione sulle imprese è ancora troppo alta”. Così Michele Carloni, presidente di CNA Umbria, commenta i dati emersi dalla settima edizione dell’Osservatorio CNA sul fisco, presentati a Roma. La situazione fiscale per le imprese umbre, secondo l’associazione, è allarmante, con una pressione tributaria che rischia di compromettere crescita e occupazione.

A Perugia e Terni, una piccola impresa deve lavorare tra i 193 e i 198 giorni all’anno – ovvero oltre il 50% del tempo – solo per coprire le imposte nazionali, regionali e comunali, prima di poter generare profitto per sé. “A Bolzano bastano 169 giorni, pari al 46% dell’anno, per raggiungere lo stesso obiettivo. Questo significa che un’impresa umbra lavora quasi un mese in più per pagare le tasse”, spiega Carloni.

L’analisi dell’osservatorio si basa su un’impresa tipo: personale, con cinque dipendenti (quattro operai e un impiegato), ricavi pari a 431.000 euro e un reddito d’impresa di 50.000 euro, il costo del personale è di 165.000, il costo del venduto vale 160.000 e gli altri costi incidono per 56.000 euro. L’azienda utilizza un laboratorio artigiano di 350 mq e un punto vendita di 175 mq. Su questi parametri vengono calcolati tutti gli oneri fiscali e contributivi che gravano sull’attività.

A Perugia un’impresa lavora 193 giorni l’anno per pagare le tasse, oltre il 53 percento del tempo. Segnatamente, dal 1. Gennaio, l’impresa inizia a guadagnare per sè l’11 Luglio
Perugia è al 73, posto per impatto delle tasse sui territori sui 114 comuni.
Il total tax rate sugli introiti è del 52,6 percento

Le prospettive per il 2026, secondo CNA, sono ancora più preoccupanti, a causa dell’aumento delle addizionali regionali e della tassa sui rifiuti (Tari): “La situazione non potrà che peggiorare per le imprese umbre quando entreranno a regime le nuove addizionali regionali”, avverte Carloni. “Queste imposte rappresentano un vincolo molto grande per la crescita delle imprese, che per la ricchezza e i posti di lavoro creati meriterebbero un fisco più leggero, semplice ed equo”.

Tra le proposte avanzate da CNA per ridurre la pressione fiscale, c’è l’equiparazione delle detrazioni a prescindere dalla tipologia di reddito, ma anche una riforma della tassazione d’impresa: “Distinguere tra il reddito distribuito e quello reinvestito potrebbe essere un primo passo verso un’imposizione più giusta”.

Sul fronte regionale, Carloni lancia un appello per una revisione strutturale delle spese pubbliche: “Non possono più attendere le riforme che chiediamo da tempo: razionalizzare la spesa, accorpare le società partecipate, chiudere il ciclo dei rifiuti, riorganizzare il trasporto pubblico e pensare a un nuovo assetto per i Comuni delle aree interne”.

Infine, Carloni sottolinea l’impatto umano e sociale di un sistema fiscale così pesante: “Non si può continuare a chiedere alle imprese di crescere, investire e creare occupazione se oltre il 50% dell’anno è assorbito dalle tasse”.

Redazione

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