Un incontro in una discoteca di Madrid si è trasformato in una trappola per tre giovani italiani dell’Alta Valle del Tevere. I ragazzi, tra i 20 e i 30 anni, si trovavano in vacanza nella capitale spagnola quando hanno conosciuto due donne sudamericane, con cui hanno trascorso parte della serata. Convinti si trattasse di un’innocua occasione di svago, le hanno invitate nel proprio appartamento, ma quello che sembrava un incontro piacevole ha avuto un epilogo ben diverso.
Dopo aver consumato alcuni drink offerti dalle donne, i tre sono sprofondati in uno stato di incoscienza durato quasi venti ore. Secondo gli inquirenti, le bevande sarebbero state alterate con potenti sedativi appartenenti alla categoria delle cosiddette “droghe dello stupro”, sostanze psicoattive inodore e insapori, note per i loro effetti debilitanti e amnesici.
Al risveglio, i ragazzi hanno scoperto di essere stati derubati: portafogli svuotati, carte di credito sparite e diverse transazioni già effettuate durante il loro stato di incoscienza. Le due donne, nel frattempo, si erano dileguate senza lasciare tracce.
Allertata immediatamente la polizia spagnola, gli agenti hanno confermato la pericolosità del modus operandi. Le due donne risulterebbero già coinvolte in altre indagini per episodi simili, avvenuti sempre in ambienti notturni. Non si esclude che facciano parte di una rete criminale organizzata, specializzata nell’utilizzo di sedativi per compiere furti e rapine.
Il rientro in Italia è avvenuto grazie al supporto economico delle famiglie, che hanno prontamente assistito i tre giovani. Tornati a casa, hanno denunciato l’accaduto anche alle forze dell’ordine italiane, fornendo una testimonianza dettagliata utile alla collaborazione con le autorità spagnole. Le loro dichiarazioni potrebbero rivelarsi fondamentali per chiudere un’indagine più ampia, che riguarda altri casi avvenuti con dinamiche quasi identiche.
L’episodio ha suscitato forte preoccupazione tra le comunità umbre e valtiberine di provenienza, dove i giovani e le rispettive famiglie sono ben conosciuti. Fortunatamente non si segnalano conseguenze fisiche gravi, ma l’impatto psicologico è stato rilevante, soprattutto per la modalità con cui è stato commesso il reato.
Le cosiddette “droghe dello stupro” – tra cui GHB, GBL e benzodiazepine – vengono utilizzate non solo per facilitare aggressioni sessuali, ma anche per rendere le vittime inermi a scopo di rapina, come in questo caso. Il loro uso in ambito criminale è considerato un’aggravante pesante nel codice penale, sia in Spagna che in Italia.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.