Perugia, scontro sui nidi: “Sistema in crescita”. Ma secondo FdI un bambino su due è escluso

Botta e risposta tra il consigliere comunale Volpi e l’assessora Tizi: al centro del confronto la disponibilità di posti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia comunali e convenzionate

“Un bambino su due resta escluso da un servizio fondamentale per le famiglie”. Così il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Nicola Volpi accende la polemica sulla disponibilità dei posti nei nidi e nelle scuole dell’infanzia pubbliche di Perugia, contestando l’attuale gestione della Giunta comunale.

Volpi denuncia che, nonostante le numerose richieste, anche quest’anno l’offerta non è stata sufficiente a soddisfare la domanda, con “una carenza che si conferma un’urgenza da affrontare subito”. Il consigliere critica l’ipotesi di una possibile riduzione della collaborazione con le strutture private, ritenendo “essenziale, almeno in questa fase, continuare ad affidarsi anche ai nidi convenzionati, che hanno rappresentato un palliativo utile negli anni passati”.

Secondo Volpi, la situazione attuale stride con quanto fatto dalla precedente amministrazione Romizi, che “già due anni fa aveva superato l’obiettivo europeo previsto per il 2030”, aumentando in pochi mesi i posti disponibili da 650 (nel 2018) a 730 (nel 2022). Un risultato ottenuto, a suo dire, “ereditando una situazione critica ma riuscendo a invertire la rotta”. Pur riconoscendo l’importanza degli investimenti scolastici annunciati, Volpi conclude: “Nell’immediato si deve fare di più. Speriamo che la maggioranza pensi più alle famiglie che all’ideologia”.

Destinataria del messaggio era l’assessora all’Istruzione Francesca Tizi, la quale in una nota ha spiegato che “per l’anno educativo 2025/2026 la copertura complessiva della domanda per i servizi educativi 0-3 anni raggiungerà il 75%, con 798 posti disponibili”, tra strutture comunali e convenzionate. Tizi ha rivendicato i risultati della programmazione dell’attuale amministrazione, evidenziando una “crescita stabile del servizio, frutto di un lavoro costante di potenziamento”.

La domanda, ha spiegato, è composta da circa 650 nuove iscrizioni, alle quali si sommano le riconferme dei bambini già frequentanti, “che rientrano automaticamente nel sistema, garantendo continuità educativa”. Ogni anno, un terzo dei posti è riservato ai nuovi ingressi.

Tizi ha poi chiarito che “il numero dei bambini in lista d’attesa è aumentato solo lievemente rispetto all’anno precedente, in una fluttuazione fisiologica legata alla variabilità della domanda”. Sul fronte degli investimenti, l’assessora ha ricordato che quasi 13 milioni di euro saranno destinati nel 2025 ai servizi per la prima infanzia, con 32 nuovi posti in arrivo nella scuola di Case Bruciate, al termine dei lavori in corso.

Quanto alla collaborazione con i privati, Tizi ha smentito l’ipotesi di una riduzione: “Le convenzioni non solo sono state confermate, ma anche ampliate: abbiamo sei o sette nuove strutture convenzionate rispetto allo scorso anno”, con l’obiettivo di offrire “maggiore flessibilità alle famiglie e una risposta più ampia alla domanda educativa”.

“Puntiamo a un ampliamento graduale e sostenibile, nel segno della qualità e dell’equità”, ha concluso Tizi, ricordando come la copertura del 75% colloca Perugia ben al di sopra della media nazionale del 35%.

Redazione

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