Sarà sottoposto a perizia psichiatrica il sessantenne protagonista di un episodio avvenuto lo scorso 3 dicembre in Corso Bersaglieri a Perugia, durante il quale ha incendiato un divano all’interno della propria abitazione e poi si è barricato in casa, minacciando gli agenti intervenuti e arrampicandosi infine sul tetto, dove ha più volte annunciato l’intenzione di gettarsi nel vuoto. Solo il delicato intervento delle forze dell’ordine e della sindaca Vittoria Ferdinandi, accorsa personalmente sul posto, ha evitato conseguenze tragiche. Ne riferisce Umbria24.
Il pubblico ministero titolare dell’inchiesta ha iscritto l’uomo nel registro degli indagati con l’accusa di danneggiamento seguito da incendio e resistenza a pubblico ufficiale. Contestualmente, ha richiesto una consulenza tecnica in sede di incidente probatorio per valutare la capacità dell’indagato di intendere e di volere al momento dei fatti, la sua eventuale pericolosità attuale legata a patologie psichiatriche e la possibilità di partecipare in modo consapevole al processo penale.
Nel provvedimento si evidenzia che l’uomo avrebbe compiuto più azioni riconducibili a un medesimo disegno criminoso, iniziando con l’incendio appiccato deliberatamente al divano nel suo appartamento. L’intento, secondo l’accusa, era quello di provocare un danno all’intero stabile in cui si trovava l’abitazione. All’arrivo degli agenti della Questura, allertati da un vicino, l’uomo avrebbe opposto una forte resistenza, bloccando fisicamente l’accesso all’abitazione e rivolgendo minacce verbali ai poliziotti. Dopo essere riuscito a fuggire sul tetto, avrebbe continuato a intimidire gli agenti con frasi aggressive, tra cui: «Venite avanti che vi faccio vedere io».
La richiesta di perizia mira ad accertare la condizione mentale del sessantenne, sia al momento dell’episodio che nel presente, per verificare se possa essere ritenuto imputabile e se rappresenti un pericolo per la società. Il coinvolgimento diretto della prima cittadina di Perugia ha contribuito alla risoluzione della crisi, ma non ha modificato la gravità dei reati ipotizzati.
Il soggetto è attualmente difeso dall’avvocato Diego Flori, che potrebbe chiedere l’adozione di misure alternative alla detenzione, nel caso in cui la perizia confermasse l’esistenza di una patologia psichiatrica. L’esito della consulenza sarà cruciale per determinare la prosecuzione del procedimento penale e l’eventuale necessità di misure di sicurezza psichiatrica.
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