Dodici anni di reclusione: è la condanna richiesta dal pubblico ministero Gemma Miliani nei confronti di Kamal Ennouri, 35enne di origini marocchine, accusato di aver aggredito con un coltello la moglie e la figlia di cinque anni, nella loro casa di Tuoro sul Trasimeno.
Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato, una scelta che prevede lo sconto di pena in caso di condanna. La prossima udienza è stata fissata per il 3 luglio, giornata destinata alle repliche delle parti e alla lettura della sentenza.
Secondo quanto emerso dagli atti dell’inchiesta, la violenza sarebbe scoppiata a seguito di una lite per motivi di gelosia, sfociata in una brutale aggressione. Kamal Ennouri, difeso dall’avvocata Donatella Donati, avrebbe colpito con 18 coltellate la compagna, sua coetanea, mentre teneva in braccio la figlia. I fendenti avrebbero colpito principalmente torace e addome, con una furia che non si è fermata nemmeno quando la donna era già a terra.
La bambina di cinque anni è stata ferita alle gambe, coinvolta suo malgrado in un episodio di violenza familiare di estrema gravità. Anche la primogenita della coppia era presente in casa durante l’aggressione, fortunatamente senza riportare lesioni.
Dopo l’assalto, l’uomo sarebbe fuggito a piedi, ma è stato rintracciato e arrestato poco dopo dai Carabinieri, sempre nel territorio di Tuoro. Al momento del fermo, risultava essere sotto l’effetto di alcol e sostanze stupefacenti.
I documenti processuali evidenziano come la tempestività dei soccorsi e le cure mediche abbiano evitato l’esito mortale per la donna, le cui condizioni erano state giudicate gravissime nelle prime ore dopo l’aggressione.
L’intera vicenda ha scosso profondamente la comunità umbra, riportando l’attenzione sul dramma della violenza domestica, spesso consumata nel silenzio delle mura familiari. Il caso rappresenta l’ennesimo episodio in cui gelosia, dipendenze e fragilità relazionali sfociano in gesti irreparabili.
Ora si attende la sentenza del giudice, che deciderà se accogliere la richiesta della pubblica accusa, che ha tracciato un quadro dettagliato della pericolosità dell’imputato e della gravità dei fatti.
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