La Giunta regionale dell’Umbria ha diffuso una nota ufficiale sul bilancio sanitario, in seguito al tavolo tecnico svoltosi l’1 aprile per la verifica del risultato del IV trimestre 2024 del Servizio Sanitario Regionale (SSR). Durante l’incontro sono emersi i presupposti per l’avvio della procedura di diffida, legata alla necessità di coprire il disavanzo accertato.
Secondo quanto reso noto dalla Regione, il disavanzo sanitario per l’esercizio 2024 ammonta a circa 34 milioni di euro, mentre il fondo di dotazione negativo delle Aziende sanitarie è pari a 39 milioni, portando così il fabbisogno complessivo a circa 73 milioni di euro. Si tratta della prima comunicazione ufficiale che conferma, punto per punto, quanto già sostenuto dalle opposizioni nei giorni precedenti.
Chiarimenti sul fondo di dotazione e la richiesta di rateizzazione
La Giunta ha precisato la distinzione tra disavanzo di esercizio e fondo di dotazione, sottolineando che solo su quest’ultimo è stata avanzata al MEF la richiesta di rateizzazione, non possibile invece per il disavanzo accertato. Si tratta di una posta di bilancio che richiede coperture in parte corrente, e che non può quindi essere gestita con strumenti straordinari. La Regione ha tuttavia chiarito che le cifre e le modalità della manovra fiscale restano oggetto di discussione, con ulteriori tavoli già convocati.
Dialogo in corso con le parti sociali
La nota conferma che il tempo utile per approvare una manovra fiscale “equa e dalla parte delle fasce basse e medie di reddito” è fissato al 15 aprile. In vista di questa scadenza, oggi pomeriggio si terrà un secondo incontro con i sindacati, dopo il primo confronto di ieri. Seguiranno anche incontri con le parti datoriali e gli amministratori locali, nel tentativo di costruire un accordo il più possibile condiviso.
Il contesto politico e la sfida della credibilità
La posizione ufficiale della Giunta arriva dopo le polemiche degli ultimi giorni, in particolare in merito alla comunicazione delle cifre del disavanzo, che secondo le opposizioni sarebbero state inizialmente “gonfiate” per giustificare una manovra fiscale più dura. La cifra di 34 milioni è ora confermata, ma la Giunta insiste nel sottolineare la presenza del fondo di dotazione come ulteriore voce da coprire, portando il fabbisogno totale a 73 milioni.
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