La Corte dei Conti ha emesso una sentenza che condanna l’ex amministratore unico della Gubbio Cultura Multiservizi srl a risarcire 1.198.338 euro. L’importo dovrà essere versato alla società stessa, di cui il Comune di Gubbio è socio unico. Al centro della decisione, depositata il 28 novembre, vi sono le gravi perdite registrate tra il 2013 e il 2015.
Secondo i giudici, tali perdite non sono frutto di semplici errori di valutazione, ma derivano da manipolazioni della realtà gestionale e rappresentazioni nei bilanci non corrispondenti ai fatti materiali rilevanti. La Corte sottolinea come questa condotta abbia provocato un significativo depauperamento del patrimonio della società, aggravando la situazione economica della partecipata.
La posizione del revisore dei conti
Sulla possibile responsabilità del revisore dei conti, la Corte ha escluso atteggiamenti conniventi o reticenti. Al contrario, il revisore avrebbe sempre espresso giudizi critici e rilievi motivati, senza mai certificare la conformità dei bilanci alle norme. Tale comportamento, caratterizzato da indipendenza di giudizio, esclude ogni forma di corresponsabilità nella vicenda.
Le difese dell’ex amministratore
L’ex amministratore ha sostenuto che i bilanci incriminati erano stati approvati dal Comune, il quale avrebbe dovuto essere pienamente consapevole della situazione patrimoniale e finanziaria della società. Tuttavia, la Corte dei Conti ha respinto questa linea difensiva.
Nella sentenza si legge che le modalità di falsificazione dei bilanci erano così sofisticate e fuorvianti da richiedere una verifica approfondita per essere scoperte. Solo una due diligence radicale, come quella effettuata nel 2016, ha permesso di far emergere la reale situazione. Per questo motivo, i giudici escludono responsabilità solidali del Comune per mancanza di vigilanza.
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