L’orco a Città di Castello: violenta la cuginetta in casa per tre anni

Una giovane donna ha denunciato anni di abusi subiti dal cugino, un incubo familiare che l'ha segnata profondamente. L'uomo è latitante e ricercato a livello internazionale, mentre la vittima cerca giustizia. Una storia di coraggio, violenza e speranza.

Una storia incredibile, che sta facendo il giro d’Italia quella avvenuta a Città di Castello: tre anni e mezzo di violenze inaudite, subite all’interno delle mura domestiche, dove un mostro si celava dietro le sembianze di un familiare. Una giovane donna, oggi ventunenne, ha finalmente trovato il coraggio di denunciare l’incubo che ha segnato la sua adolescenza.

Un quarantenne è accusato di aver abusato sessualmente della cugina, iniziando quando lei aveva appena tredici anni. Un incubo durato anni, durante i quali il giovane ha sfruttato la sua posizione di parente per sottomettere la ragazza, minacciandola e costringendola a subire atti indicibili.

“Mi trattava come un oggetto”, ha confidato la vittima. “Non c’era posto dove potessi nascondermi”.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Giampaolo Mocetti, hanno delineato un quadro agghiacciante. L’uomo avrebbe approfittato della sua giovane età e della loro convivenza per perpetrare le violenze, anche quando la ragazza dormiva o era impegnata nelle faccende domestiche. Nonostante la sua strenua resistenza, l’accusato non si è fermato, terrorizzandola e umiliandola.

L’incubo è culminato quando la giovane ha iniziato ad avere una relazione sentimentale. Le violenze sono diventate ancora più crudeli, come se l’uomo volesse punirla per aver sfidato il suo dominio.

Oggi, mentre il processo penale è in corso, l’uomo è  latitante. Un mandato di arresto internazionale è stato emesso nei suoi confronti, ma le sue tracce si sono perse nelle Filippine. La notizia della sua fuga ha gettato nello sconforto la vittima, che ora chiede giustizia e la possibilità di ricostruirsi una vita.

“Voglio solo che lui paghi per quello che mi ha fatto”, ha affermato la giovane donna.

La storia di questa ragazza è un grido d’allarme contro la violenza domestica e un monito a non sottovalutare mai le segnalazioni di abuso. La comunità di Città di Castello è scossa da questa vicenda e si stringe attorno alla vittima, augurandole di trovare la forza per superare questo trauma.

Redazione

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