Amanda Knox non risarcisce Lumumba: il legale ribadisce la richiesta

La Knox, recentemente impegnata nella produzione di una fiction sulla propria vicenda, non ha mai risarcito Lumumba per il danno causato

L’avvocato Carlo Pacelli, difensore di Patrick Lumumba, continua a sostenere la necessità di un risarcimento per il suo cliente, ingiustamente accusato nel 2007 dell’omicidio di Meredith Kercher da Amanda Knox. Sebbene la vicenda giudiziaria per il delitto si sia chiusa con l’assoluzione definitiva della Knox, la condanna per calunnia nei confronti di Lumumba è stata recentemente confermata dalla Corte d’Assise d’Appello di Firenze. L’avvocato ha sottolineato, in una recente intervista con La Nazione, che l’imputata non ha ancora pagato alcun risarcimento per il danno morale subito da Lumumba.

Negli anni successivi all’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto nel 2007 a Perugia, Knox ha realizzato vari progetti legati alla sua storia, tra cui la pubblicazione di due libri e, più recentemente, la produzione di una fiction ambientata tra Orvieto e Perugia. Pacelli ha evidenziato come, nonostante Knox stia ricavando guadagni da queste attività, il risarcimento a Lumumba rimane in sospeso. “Non entro nel merito sull’opportunità di girare un film su Amanda Knox, da lei stessa co-prodotto, e quindi fonte di guadagno. Tuttavia, rilevo che, nonostante il danno causato, non è stato ancora versato nemmeno un euro al mio assistito”, ha dichiarato l’avvocato, criticando l’assenza di un gesto di responsabilità da parte della Knox.

Lumumba, ex proprietario di un locale a Perugia, fu ingiustamente arrestato nel novembre 2007 sulla base delle accuse della Knox, che lo identificò come colpevole dell’omicidio di Meredith Kercher. Solo dopo 14 giorni di detenzione, Lumumba fu rilasciato e scagionato in quanto totalmente estraneo alla vicenda. Pacelli ribadisce che il suo cliente, pur essendo stato riconosciuto innocente, ha subito gravi conseguenze morali e professionali a causa della falsa accusa e continua a combattere per ottenere giustizia.

L’accusa di calunnia, confermata nei gradi di giudizio di merito, è stata recentemente riaffermata anche in appello, ma la difesa della Knox ha avanzato ricorso in Cassazione per contestare la condanna. La Knox e il suo team legale mantengono infatti la posizione di innocenza sul fronte della calunnia, sostenendo che non vi fossero elementi concreti per il coinvolgimento di Lumumba nell’omicidio, sebbene le precedenti decisioni giudiziarie abbiano già rigettato tale posizione.

Redazione

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