Nel cimitero di una frazione di San Giustino, in Alto Tevere, sono stati segnalati segni di riti satanici e danneggiamenti alle tombe, dando avvio a un’indagine complessa. Gli investigatori hanno iniziato a lavorare su pochi elementi, tra cui candele colorate lasciate sul posto, cercando di ricostruire gli eventi in assenza di telecamere di sorveglianza.
Per superare la mancanza di immagini, è stata richiesta l’autorizzazione per l’accesso ai dati delle celle telefoniche e ai tabulati relativi al periodo dei fatti. Questi dati sono stati incrociati con le informazioni raccolte dai residenti della zona, che hanno contribuito a fornire indizi su possibili sospetti.
Le indagini hanno portato all’identificazione di tre persone, ora ufficialmente indagate dalla Procura della Repubblica di Perugia. L’accusa riguarda il vilipendio delle tombe e la partecipazione a presunti riti satanici, un reato che ha destato preoccupazione nella comunità locale. La mancanza di prove dirette, come filmati di sorveglianza, ha complicato il lavoro degli investigatori, ma il monitoraggio dei dati telefonici ha permesso di restringere il cerchio dei sospettati.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.