Umbria, lo skill mismatch avanza: serviranno 66.000 lavoratori nei prossimi 5 anni

Crescita media annua del 4 percento la seconda più alta tra le regioni italiane. Di questi, 52.700 posti saranno nel settore privato e 13.500 nel pubblico. Molti di questi serviranno a ricambiare chi va in pensione

Il report Excelsior prevede una crescita sostenuta dell’occupazione in Umbria, con 66.200 nuovi lavoratori richiesti nel prossimo quinquennio.

Nel periodo 2024-2028, il fabbisogno occupazionale in Umbria si attesterà su 66.200 posti di lavoro, con una crescita media annua del 4%, la seconda più alta tra le regioni italiane. Di questi, 52.700 posti saranno nel settore privato e 13.500 nel pubblico. Questo trend riflette un’espansione economica significativa, sostenuta dalle previsioni del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e dal ministero del Lavoro.

Crescita del settore privato e necessità di sostituzioni

Una parte consistente dei nuovi lavoratori, pari a 44.100, sarà destinata alla sostituzione del personale uscente. Solo 100 nuovi posti riguarderanno il pubblico impiego, mentre la gran parte, ovvero 20.000, sarà assorbita dalle imprese private, segnalando una dinamica economica più robusta rispetto alla media nazionale e del Centro Italia. Complessivamente, l’espansione economica contribuirà a 22.100 nuovi posti di lavoro, rendendo l’Umbria una delle regioni con la crescita più promettente in Italia.

Sfide per il mercato del lavoro umbro

Nonostante le prospettive positive, il mercato del lavoro in Umbria deve affrontare delle sfide. Un dato preoccupante riguarda il difficile reperimento del personale, stimato al 62% per le imprese locali, ben al di sopra della media nazionale del 49%. Questo indica che molte delle posizioni aperte potrebbero rimanere vacanti, con tre posti di lavoro su cinque che rischiano di non essere coperti.

Un trend nazionale positivo, trainato dal PNRR

A livello nazionale, il fabbisogno occupazionale per il quinquennio 2024-2028 è stimato in 3,85 milioni di nuovi posti di lavoro, con una crescita media del 3,3% annuo. Questo trend è in gran parte influenzato dall’attivazione degli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che potrebbe generare circa 970.000 nuovi posti di lavoro. Le filiere più avvantaggiate dagli investimenti del PNRR saranno quelle della finanza, consulenza, commercio, turismo e formazione, che assorbiranno una parte consistente della domanda.

Umbria in crescita rispetto alla media nazionale

Il report Excelsior mette in evidenza come l’Umbria, con un tasso di espansione del 33,5%, superi sia la media nazionale del 21,6% che quella del Centro Italia del 22,4%. Questo dimostra che l’economia regionale è destinata a crescere più rapidamente rispetto al resto del Paese. Al contrario, la quota di assunzioni legate alla sostituzione di personale uscente sarà inferiore rispetto alla media nazionale: il 66% in Umbria contro il 78,4% in Italia.

Un’occupazione sempre più anziana

Infine, il report segnala un progressivo invecchiamento della forza lavoro in Umbria, con una percentuale di lavoratori over 59 in aumento dal 6,7% del 2021 al 7,3% del 2022. Questo dato rispecchia una tendenza nazionale, che evidenzia un progressivo invecchiamento del tessuto occupazionale sia nel settore privato che in quello pubblico.

Redazione

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