Erjon Behari, accusato di aver ucciso Stefano Bartoli con una coltellata al petto, non sarà scarcerato. Il GIP Alessandra Gatto ha stabilito che il 42enne albanese deve restare in cella, ma ha ordinato il suo trasferimento in un carcere dotato di un reparto di osservazione psichiatrica.
L’avvocato difensore, Maria Donatella Aiello, ha confermato la decisione del giudice. Behari è accusato di aver accoltellato Bartoli sabato sera in via Due Giugno a Spoleto, al termine di una lite scoppiata per la restituzione di poche decine di euro. L’avvocato Aiello aveva richiesto per Behari la scarcerazione a favore del ricovero in un reparto psichiatrico ospedaliero o, in subordine, gli arresti domiciliari in una struttura dedicata, ma entrambe le richieste sono state respinte.
Il giudice ha deciso di mantenere Behari in carcere, ma con l’osservazione psichiatrica necessaria per monitorare le sue condizioni mentali. Questo è un aspetto importante per determinare se Behari fosse in grado di intendere e volere al momento dell’omicidio.
L’udienza di convalida dell’arresto si è tenuta martedì scorso, dove Behari è comparso davanti al GIP. Secondo quanto emerso, la lite che ha portato all’omicidio di Stefano Bartoli era nata per la restituzione di pochi euro.
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