E78 e galleria Guinza, Voci della Valle fa ricorso e vince: “Violata convenzione internazionale”

Azione decisiva dei residenti dei comuni di confine contro il tratto di strada: "Deturpa il territorio, adesso lo Stato dia spiegazioni o blocchi il progetto"

Si complica il cammino relativo alla progettazione del Lotto 1 della E78 Fano-Grosseto, la strada a due corsie che dovrebbe collegare i comuni dell’Altotevere ad Arezzo. Mentre a Lama sono iniziati i carotaggi per la galleria Guinza, che attraverserà i comuni di San Giustino e Città di Castello,  collegandoli a Mercatelli al Metauro, per compensare il fatto che questa zona di confine non farà parte del tracciato storico scelto dai sindaci dei due comuni interessati e da quello di Citerna dopo l’accordo col commissario straordinario Simonini, il Comitato Voci della Valle del Lama, ha portato la questione in Europa.

Sono cittadini, residenti della zona (Mercatelli al Metauro sul fronte marchigiano) e comitati sia sul versante umbro che su quello marchigiano che hanno espresso malcontento e preoccupazione con cartelloni, striscioni e qualche polemica nel corso della cerimonia di consegna dei lavori.

I cittadini della Valle del Metauro, interessata insieme all’Altotevere umbro dal faraonico progetto, sono infatti ricorsi al Comitato di Conformità della Convenzione di Aarhus, trattato internazionale firmato da 47 paesi che garantisce il diritto pubblico di accedere alle informazioni e partecipare ai processi decisionali in materia ambientale. E il Comitato ha dato loro ragione: dopo aver  ascoltato sia le argomentazioni di Voci dalla Valle che quelle dello Stato italiano, presentate dal ministero dell’Ambiente, il Comitato di conformità ha deciso che, per il momento, ritiene valido il ricorso di Voci dalla Valle, ovvero che il progetto potrebbe aver infranto la Convenzione di Aarhus per quel che riguarda la partecipazione del cittadini e l’accesso alle informazioni.

Insomma, lo Stato avrebbe dato il via ai lavori senza rispettare la convenzione internazionale, firmata da 47 Paesi che «garantisce il diritto del pubblico di accedere alle informazioni, partecipare al processo decisionale e accedere alla giustizia in materia ambientale». E il Comitato Voci della Valle esulta: «Ora è lo Stato italiano che deve fornire una giustificazione dettagliata al Comitato, dimostrando come questo progetto rispetti la Convenzione.Speriamo che l’Anas reagisca a questo segnale da Ginevra e riconsideri il progetto, rispettando il diritto di partecipazione pubblica e proteggendo l’ambiente della nostra comunità”

 

Redazione

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