Adesca un quindicenne in chat con foto intime e richieste hot: a processo

I fatti, avvenuti a Bastia Umbra, hanno visto l'imputato, che si spacciava per diciassettenne, inviare 353 messaggi di testo e effettuare 59 chiamate al giovane,

Un uomo di 36 anni è attualmente sotto processo a Perugia, accusato di aver tentato di adescare in chat un adolescente di 15 anni, in un caso che mette in luce la persistente problematica dell’adescamento di minori e della pedopornografia online. Il pubblico ministero della Procura ha incriminato l’uomo per adescamento di minori e pornografia minorile.

L’imputato avrebbe dovuto comparire ieri mattina davanti al giudice Emma Avella per l’udienza predibattimentale, ma per esigenze dell’ufficio del Tribunale è stato tutto rinviato a marzo. La difesa sta valutando la richiesta di giudizio abbreviato condizionato all’acquisizione di una perizia medica sulla salute mentale dell’imputato.

La vicenda

I fatti, avvenuti tra Santa Maria degli Angeli e Bastia Umbra da marzo a giugno 2022, hanno visto l’imputato, che si spacciava per diciassettenne, inviare 353 messaggi di testo e effettuare 59 chiamate al giovane, oltre a inviare foto intime e proposte indecenti. La difesa punta a esaminare il numero di messaggi e chiamate ricevute dall’imputato dalla vittima.

Quadro difficile a Perugia

Nonostante un leggero calo dei casi trattati, la polizia postale dell’Umbria ha riscontrato un coinvolgimento di minori di età compresa tra i 10 e i 13 anni nell’adescamento online. La lotta alla pedopornografia online ha mostrato segni positivi, con una diminuzione dei casi nel 2023. Tuttavia, il rischio per bambini e preadolescenti di cadere vittime di attenzioni sessuali online rimane elevato, con 404 siti monitorati dalla polizia postale contenenti materiale sessualmente esplicito con minori.

Parallelamente, emerge la problematica del cyberbullismo. Nonostante non si riscontri un aumento delle indagini, gli esperti guidati da Michela Sambuchi evidenziano l’importanza della prevenzione nelle scuole. L’undereporting, ovvero la mancata segnalazione degli episodi da parte delle vittime o dei loro genitori, resta una sfida significativa.

A Perugia, inoltre, si registra un aumento dei reati legati a stalking e revenge porn, con un incremento del 12,12% nei reati contro la persona perpetrati online. Questi dati sottolineano la necessità di un impegno costante e di strategie efficaci per proteggere i minori e combattere il fenomeno crescente di abusi digitali. La situazione attuale richiede una risposta coordinata che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine e comunità educative, al fine di garantire un ambiente online più sicuro per i più giovani.

Redazione

Seguici su

Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti

Articoli correlati

Umbria, Emilia-Romagna, Sardegna e Toscana denunciano l’esclusione dai 19 milioni destinati alle supplenze temporanee del...
Il 19enne era già noto alle forze dell’ordine per la vicenda legata all’omicidio di Hekuran...
Il nuovo programma regionale punta su Css, organico, tessili, ingombranti e multimateriale. Previsti investimenti pubblici...

Altre notizie