Un imprenditore, uno straniero con un’attività a Castiglione del Lago, è stato condannato per aver occultato quasi 800.000 euro in investimenti e proventi finanziari a Panama per eludere il fisco italiano. La Corte di Cassazione ha ratificato la sentenza, stabilendo una pena definitiva di cinque mesi e venti giorni di reclusione, dopo aver applicato delle riduzioni per circostanze attenuanti e per il tipo di processo seguito.
L’accusa principale era di aver omesso di dichiarare nella sezione RW del Modello Unico dell’anno fiscale 2015 investimenti e attività finanziarie detenuti in Panama, per un valore di 738.368,40 euro. L’imputato non ha fornito prove sufficienti di una tassazione all’estero di tali somme, che pertanto risultavano rilevanti ai fini del calcolo dell’IRPEF dovuta in Italia, ammontante a 317.498,98 euro.
Il suo arresto era avvenuto al confine tra l’Italia e la Svizzera, dove venne trovato con 10.000 euro in contanti e documenti collegati all’accusa. I giudici della Cassazione hanno sottolineato la gravità e la non occasionalità del reato, escludendo la possibilità di applicare la causa di non punibilità per lieve entità del fatto.
La sentenza ha inoltre imposto all’imputato il pagamento di una sanzione di 3.000 euro a favore della Cassa delle ammende, dichiarando inammissibile il suo ricorso.
Seguici su
Aggiungi perugiatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.