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Uccise un boscaiolo a coltellate, confermata la condanna a 12 anni

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Hassane Bouskour per la vicenda avvenuta nel 2020 ad Umbertide

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di Hassane Bouskour, confermando la sua condanna a 12 anni e 4 mesi di reclusione per l’omicidio di Abdeltif Hachiche avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 ottobre del 2020 a Umbertide. Bouskour era già stato condannato in primo grado e in appello a Perugia per aver ucciso Hachiche, boscaiolo, con plurime coltellate durante un litigio, aggravato da un consumo eccessivo di alcolici.

Il litigio era scaturito da motivi futili legati alla gelosia e alla richiesta di restituzione di 150 euro prestati dalla vittima. Bouskour era anche accusato di aver costretto la sua compagna, minacciandola di morte con un mattarello, a dichiarare falsamente all’operatore del 118 di essere stata lei a uccidere Hachiche durante un litigio e di essere sola nell’appartamento. Inoltre, è stato condannato per aver colpito la donna al capo con una bottiglia o con un altro oggetto contundente.

Nel ricorso presentato in Cassazione, la difesa di Bouskour sosteneva il mancato riconoscimento della legittima difesa domiciliare e sollevava dubbi sulla ricostruzione medico-legale e sui rilievi della scientifica per le modalità dell’aggressione. Tuttavia, i giudici di Cassazione hanno ritenuto il ricorso infondato, escludendo l’esistenza di un’aggressione da parte della vittima e sottolineando la compatibilità delle lesioni riscontrate sull’imputato con una modesta reazione da parte di Hachiche.

La Corte ha anche preso in considerazione le testimonianze secondo cui Hachiche, chiedendo di farsi aprire, aveva espresso l’intenzione di non voler litigare con Bouskour. Invece, secondo i giudici, Bouskour avrebbe colpito violentemente e ripetutamente la vittima, inseguendola nel bagno dove avrebbero avuto luogo i colpi decisivi.

Il ricorso relativo alle lesioni cagionate alla compagna di Bouskour è stato anch’esso respinto. Le incertezze iniziali sono state chiarite attraverso le dichiarazioni della vittima, che ha identificato una bottiglia come l’oggetto utilizzato per infliggere le lesioni.

La sentenza della Corte d’appello ha motivatamente escluso che la condotta aggressiva di Bouskour fosse stata determinata dalla necessità di reagire a un fatto ingiusto. Inoltre, i giudici hanno ritenuto che la provvisionale non fosse impugnabile in sede penale. La conferma della condanna di Bouskour include anche l’obbligo di pagare le spese di giudizio.

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