La storia delle Cooperativa Trafocoop diventa caso di studio in una tesi di laurea

Uno studio universitario analizza il fenomeno del WBO, con un focus sulla cooperativa Trafocoop di Tavernelle

Il workers buyout (WBO) rappresenta una soluzione concreta per il salvataggio delle aziende in crisi attraverso la costituzione di cooperative da parte degli ex dipendenti. Questo modello è stato oggetto di studio nella tesi di laurea “Crisi di impresa e workers buyout: tutele, interessi e ruolo dei lavoratori”, discussa da Vanessa Corallino presso l’Università degli Studi di Perugia, nel corso di laurea triennale in Scienze dei Servizi Giuridici – curriculum Consulente del Lavoro. La ricerca ha avuto come relatore il Professore Stefano Cairoli e controrelatrice la Professoressa Mariangela Montagna.

Uno dei casi analizzati nella tesi è quello della Cooperativa Trafocoop di Tavernelle, nata dalle ceneri della storica Trafomec, azienda rilevata dai lavoratori per garantire la continuità occupazionale. Il presidente di Trafocoop, Federico Malizia, ha espresso soddisfazione per il fatto che la storia della cooperativa sia diventata oggetto di studio, sottolineando l’importanza del supporto ricevuto da Confcooperative, che ha accompagnato il percorso di transizione.

Secondo il Presidente regionale di Confcooperative, Carlo Di Somma, il workers buyout non è solo una risposta emergenziale, ma anche un’opportunità di crescita, specialmente in un territorio come l’Umbria, caratterizzato da piccole e medie imprese. Il processo, tuttavia, presenta sfide significative: i lavoratori devono trasformarsi in imprenditori, acquisendo competenze manageriali e affrontando la gestione finanziaria dell’azienda. A questo scopo, strumenti come Fondosviluppo, CFI (Cooperazione Finanza Impresa) e il sostegno di INPS, Regione Umbria, Banca Etica e BCC Banca Centro sono fondamentali per facilitare il passaggio.

Il segretario di Confcooperative, Lorenzo Mariani, evidenzia come uno degli ostacoli principali sia il cambio di mentalità richiesto ai lavoratori, che devono investire i propri risparmi e gestire direttamente l’azienda. Tuttavia, il caso di Trafocoop dimostra che il WBO può avere successo grazie alla coesione interna, al supporto istituzionale e alla disponibilità di strumenti finanziari dedicati.

Per favorire la diffusione del workers buyout, secondo gli esperti, è necessario coinvolgere maggiormente istituzioni, sindacati e università, oltre a semplificare le procedure burocratiche e garantire un accesso più rapido al credito. In Umbria, il modello WBO potrebbe diventare un elemento strutturale della politica attiva del lavoro, con un impatto significativo sul ricambio generazionale e la continuità produttiva delle aziende locali.

Redazione

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