Declassamento Ufficio Dogane e Monopoli di Perugia, il no dei sindacati: “Centro nevralgico”

I sindacati CGIL FP, CISL FP, UIL PA e FLP si oppongono al declassamento dell’Ufficio Dogane e Monopoli di Perugia. Chiesto un incontro urgente con l’Amministrazione.

In una nota congiunta, i sindacati CGIL FP, CISL FP, UIL PA e FLP hanno espresso “irritazione e contrarietà” alla proposta di declassamento dell’Ufficio Dogane e Monopoli (ADM) di Perugia. Secondo le sigle, la scelta rappresenta “una decisione irrazionale, incomprensibile e totalmente inaccettabile.”

Un ufficio centrale per l’Umbria

L’Ufficio ADM di Perugia riveste un ruolo fondamentale per la regione. “È un centro nevralgico, multitasking, che copre l’intero territorio umbro con competenze sui Monopoli, le Dogane, le accise e i controlli legati all’Aeroporto Internazionale,” sottolineano i sindacati. Ridurre questo ufficio al livello di altri di terza categoria significherebbe ignorare “l’unicità e la complessità delle sue attività.”

I sindacati evidenziano che altre istituzioni, come l’Agenzia delle Entrate, riconoscono l’importanza strategica di Perugia, assegnandole la Direzione Regionale e un ufficio di primo livello. La decisione di ADM, al contrario, “sembra ancorata a pregiudizi e non trova riscontro nei numeri.”

Un danno per la regione e l’amministrazione

La complessità operativa e i risultati dell’Ufficio ADM di Perugia superano quelli di molte altre realtà considerate di primo livello. “Per il contenzioso regionale, ad esempio, Perugia gestisce un numero di cause doppio rispetto ad altri uffici e in termini economici il volume è 100 volte superiore,” evidenzia la nota.

La riduzione del livello dell’ufficio rappresenterebbe “uno spreco di potenziale e un messaggio disarmante per i territori,” affermano i sindacati, sottolineando la necessità di investire nella struttura e valorizzarne le competenze.

Richiesta di confronto e minaccia di azioni di protesta

I rappresentanti sindacali chiedono un incontro urgente con il Direttore dell’Agenzia, Marcello Minenna, e con il Direttore del Personale per discutere della riorganizzazione. “Se necessario, porteremo il tema anche a chi sta redigendo la riforma,” avvertono.

La posizione è chiara: “Non staremo a guardare. Se non otterremo un’accoglienza celere e benevola delle nostre richieste, adotteremo una linea di contrasto determinata.”

I sindacati concludono il comunicato richiamando lo spirito che dovrebbe guidare ADM: “Una comunità nazionale di donne e uomini al servizio della Nazione. Nel fare riorganizzazione, servono prudenza e intelligenza. Ascoltare i territori è l’unica strada per migliorare.”

Redazione

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