Una madre nigeriana e due suoi connazionali rischiano di affrontare il processo per abbandono di minore, lesioni gravissime e maltrattamenti in famiglia, dopo aver affidato il figlio, un bambino di un anno, a due amici durante i fine settimana. Nel maggio 2022, il piccolo è stato ricoverato al pronto soccorso dell’ospedale di Perugia in condizioni critiche, con il cranio fratturato, in ipotermia e con segni di traumi pregressi.
Il pm Mara Pucci ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio, e il giudice per le indagini preliminari (Gip) Valerio D’Andria ha fissato l’udienza preliminare per l’11 dicembre. Nel frattempo, per il bambino – ora di tre anni e mezzo – è stata avviata la procedura di adottabilità. Sotto la tutela legale dell’avvocato Alessia Minniti, è stato affidato a una nuova famiglia. Nonostante piccoli progressi, le lesioni riportate sono così gravi che il bambino non riuscirà mai a camminare, stare in piedi o sviluppare capacità cognitive normali. Ora riesce a nutrirsi senza il supporto di una macchina, ma le conseguenze delle violenze rimangono indelebili.
L’inchiesta ha rivelato dettagli scioccanti sulla sofferenza del piccolo, anche attraverso video recuperati da dispositivi della madre, che lo mostrano preso a schiaffi e strattonato, con fratture alle spalle inflitte nel tentativo di forzarlo a camminare prematuramente. La caduta da un’altezza mentre era affidato ai due amici e un tentativo improvvisato di rianimazione con acqua fredda hanno aggravato in modo irreversibile le sue condizioni neurologiche e motorie.
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