Un altro grave incidente sul lavoro scuote l’Umbria. Ieri pomeriggio, a Spoleto, nella località di Poreta, un operaio di 61 anni originario di Benevento è morto tragicamente mentre era impegnato nello scarico di pannelli fotovoltaici all’interno di una proprietà privata. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo stava manovrando il carico quando un bancale, del peso di 12 quintali, si è improvvisamente staccato, schiacciandolo. L’impatto è stato fatale e nonostante l’intervento tempestivo del personale sanitario del 118, per l’operaio non c’è stato nulla da fare: sarebbe morto sul colpo
Le indagini sono state subito avviate dai tecnici della Asl Umbria 2 e dai carabinieri della Compagnia di Spoleto, giunti sul luogo dell’incidente insieme al 118. La Procura della Repubblica ha già aperto un fascicolo per chiarire le dinamiche dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
L’incidente di Spoleto si aggiunge, purtroppo, a una lunga lista di decessi sul lavoro che hanno segnato l’Italia negli ultimi mesi. Un fenomeno che sembra non arrestarsie che vede l’Umbria ai vertici nazionali, con 12 morti nel 2024.
La nota della Uil
“Non ci sono più parole da esprimere per manifestare l’indignazione o lacrime da versare per il dolore. L’ennesima morte sul lavoro che si è consumata ieri a Spoleto è il proseguo di una lunghissima scia di sangue che pesa sulle spalle delle Istituzioni che hanno lasciato inascoltate, con arroganza e con poca lungimiranza, tutte le proposte che, come rappresentanti sindacali, abbiamo presentato”, sottolinea in una nota Maurizio Molinari, segretario della Uil umbra
“Più formazione che diventi anche educazione a scuola, più controlli dalle strutture preposte che siano messe in condizioni di lavorare al meglio e più premialità per le aziende virtuose, oltre che un Osservatorio in grado di monitorare costantemente la situazione. Poche proposte di buonsenso che come sindacati avevamo messo nero su bianco, senza che la Regione ci abbia mai convocato a riguardo. La salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro devono diventare però un’emergenza nazionale, perché nei fatti già lo sono e i numeri lo testimoniano. Numeri che, per incidenza, ci lasciano ancora come maglia nera, anche se a livello di cifre assolute ci fanno respirare. Le 12 morti fino ad oggi, per una regione piccola come l’Umbria, diventano un dato che non può lasciarci dormire sonni tranquilli, accompagnato dall’aumento delle denunce per infortunio”.
“Un numero di vittime che corrisponde a vite spezzate per un lavoro che dovrebbe essere invece sostenibile, sicuro e certo. Invece le vittime sono sempre persone non più giovanissime, alle prese con lavori fisici. L’ultimo caso dell’operaio 60enne morto schiacciato dai pannelli solari a Spoleto è emblematico di quello che è diventato oggi il mondo del lavoro, da diritto costituzionale a probabile causa di morte. L’appello dunque è uno solo, soprattutto alla vigilia di una tornata elettorale così importante: non c’è sviluppo senza lavoro sicuro, non c’è crescita senza l’azzeramento delle morti sul lavoro”.
La nota della Filca Cisl
Interviene anche la Filca, sindacato edili della Cisl: “Come Filca Cisl Umbria abbiamo la nostra idea su come avviare a soluzione il problema, più volte espressa sui media e nei contesti istituzionali: tavolo regionale della sicurezza, tavolo delle costruzioni e la sottoscrizione di protocolli di legalità e sicurezza per gli appalti della ricostruzione. Stiamo lavorando come parti sindacali alla elaborazione del protocollo legalità e sicurezza per gli appalti pubblici, stiamo aspettando da settimane che le associazioni datoriali ci rispondano, per trovare la giusta sintesi tra le parti, rispetto alle esigenze in campo.
Abbiamo la necessità – sottolinea il segretario Giuliano Bicchieraro – di importare la filosofia che ha ispirato il codice degli appalti nell’ambito degli appalti privati, quantomeno le disposizioni contenute nel pacchetto di articoli che riguarda la tutela del lavoro e dei lavoratori soprattutto sul fronte sicurezza. Le norme ci sarebbero e sono anche estremamente evolute servirebbero degli aggiustamenti, ma conta e conterà come sempre, la volontà applicativa degli operatori. Le parole d’ordine sono: formazione, controlli e percezione del rischio tenuta sempre viva.
La sicurezza deve diventare strutturale: in un cantiere se serve materiale, senza tergiversare lo si acquista; lo stesso ragionamento deve essere fatto per la salute e sicurezza, anzi addirittura visto che riguarda la vita delle persone deve avere la priorità rispetto a tutto il resto. Prima le disposizioni e i dispositivi per garantirne la diretta attuazione nei cantieri poi tutti gli altri oneri,La digitalizzazione ci può dare una mano importante lì dove l’attenzione del lavoratore scema dopo ore di lavoro distratto dalla fatica e dal sacrificio, un dispositivo elettronico potrebbe ridestare la concentrazione persa. Cose concrete per determinare un nuovo corso che mi auguro inizi preso. Come sempre noi della Filca Cisl lavoreremo perché sia così: l’applicazione della patente a punti da ottobre sarà il primo passo”.
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