Alta velocità in Umbria, scontro Arcudi-De Rebotti su Creti e Rigutino

Il consigliere regionale e segretario di Umbria civica Nilo Arcudi accusa l’assessore alle Infrastrutture Francesco De Rebotti di immobilismo su ferrovie, E45 e Nodo di Perugia. L’assessore replica difendendo il lavoro della Regione e chiamando in causa il Governo nazionale.

Il confronto politico si è acceso dopo la notizia di un nuovo incontro tra esponenti del Pd umbro e toscano dedicato a infrastrutture e collegamenti ferroviari. Arcudi, in una nota, ha criticato l’iniziativa, parlando di vertici, documenti comuni e tavoli tecnici mentre l’Umbria resterebbe isolata. De Rebotti ha risposto punto per punto, rivendicando una linea basata sui dati di fatto.

L’attacco di Arcudi: “Dopo quasi due anni di governo regionale”

Secondo il consigliere, dopo quasi due anni di governo regionale gli umbri continuano a trascorrere ore nelle gallerie del raccordo Perugia-Bettolle, restano bloccati sulla E45 e subiscono collegamenti ferroviari inadeguati. Il punto più critico riguarda l’Alta velocità. Arcudi ritiene che la stazione Medio Etruria a Creti sia l’unico progetto concreto e strategico per collegare l’Umbria alla rete nazionale, e sostiene che sia sparito dall’agenda regionale perché non gradito alla Toscana. Si tornerebbe invece a parlare in modo generico di una nuova stazione, senza indicarne la localizzazione.

Al titolare delle Infrastrutture Arcudi chiede di ricordare il proprio ruolo di assessore dell’Umbria, e non di rappresentante degli accordi politici tra i due Pd. Il suo compito, afferma, è difendere gli interessi degli umbri. Sul Nodo di Perugia denuncia la mancanza di risposte e di tempi certi. Per il consigliere «l’Umbria non può continuare a essere la periferia della Toscana» e il bilancio dell’assessore è, a suo giudizio, un fallimento totale.

La replica di De Rebotti: la Toscana è decisiva

De Rebotti respinge l’impostazione e invita a conoscere le dinamiche della mobilità ferroviaria. Il rapporto con la Toscana, spiega, è strategico per l’Umbria, perché molti cittadini usano collegamenti sulla direttrice Firenze-Roma che dipendono dalla Regione toscana. Per questo i problemi dei pendolari umbri vanno affrontati insieme ai vicini e nei confronti del Governo. Questa, sottolinea, non è una scelta politica ma la realtà dell’organizzazione dei servizi su rotaia.

L’assessore elenca poi i disagi che incidono sulla vita quotidiana di Orvieto e dell’Orvietano, del basso Amerino e del Trasimeno:

  • due coppie di treni di competenza toscana limitate a Orte e non più dirette a Roma;
  • l’Intercity 598 spostato sulla linea lenta, con tempi di percorrenza più lunghi di circa 40 minuti;
  • un solo collegamento regionale diretto verso Firenze nel pomeriggio, alle 17.20.

Creti o Rigutino: il nodo della nuova fermata

Sull’Alta velocità De Rebotti ricorda che la fermata dovrà essere realizzata in Toscana, dove passa la linea AV. Questo, precisa, non significa rinunciare agli interessi umbri ma lavorare con la Toscana per la soluzione migliore. Le due ipotesi, Creti e Rigutino, hanno pregi e criticità. Da Perugia, Creti si raggiunge in circa 40 minuti solo su gomma e non ha un collegamento ferroviario diretto. Rigutino è più distante su strada, ma è raggiungibile anche in treno con la tratta Foligno-Terontola. Nessuna delle due è perfetta, ma entrambe migliorerebbero la situazione attuale. La Toscana, che dovrà ospitare e autorizzare l’opera, è chiamata a contribuire a sciogliere rapidamente il nodo.

Nodo di Perugia e E45

Sul Nodo di Perugia l’assessore parla di un progetto parziale ereditato, con problemi tecnici e amministrativi, bocciato dal Tar e privo delle risorse necessarie. La Regione ha chiesto una progettazione unitaria e la garanzia del finanziamento complessivo, pur procedendo per stralci. Da ottobre 2025 è sul tavolo del Ministero la proposta di priorità per il nuovo Contratto di sviluppo 2026-2030, ma finora, afferma De Rebotti, non sono arrivate risposte né una presa in carico. Se Arcudi cerca responsabilità per i ritardi, aggiunge, dovrebbe guardare anche a Roma e alla propria area politica.

Per la E45 e il raccordo Perugia-Bettolle restano interventi da completare. La differenza rispetto al passato, secondo l’assessore, sta nell’attenzione alla gestione dei cantieri: lavori prevalentemente notturni, tempi certi e programmazione per limitare l’impatto sulla mobilità, soprattutto nelle gallerie del raccordo di Perugia.

De Rebotti chiude sostenendo che serve meno slogan e più conoscenza dei fondamentali, e che saranno i cittadini a giudicare. L’obiettivo dichiarato è portare risultati concreti all’Umbria, «senza propaganda e senza sudditanze politiche».

Redazione

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