La riforma Umbria Circolare per la gestione dei rifiuti punta a mettere la tutela dei lavoratori al centro della transizione ecologica. Lo ha dichiarato l’assessore regionale Thomas De Luca durante l’incontro pubblico organizzato dalla CGIL a Magione dal titolo “Ciclo dei rifiuti e territorio – Il lavoro al centro del cambiamento”. Il nuovo Piano regionale dei rifiuti, che sarà adottato a breve, prevederà misure per garantire stabilità occupazionale, mantenimento dei livelli salariali, innovazione tecnologica e clausole di salvaguardia nei contratti.
Il lavoro al centro del nuovo Piano regionale dei rifiuti
Nel corso dell’incontro, l’assessore Thomas De Luca ha illustrato la strategia regionale per la gestione del ciclo dei rifiuti, collegando la trasformazione del sistema alla necessità di tutelare chi opera quotidianamente nel settore.
De Luca ha dichiarato di aver accolto le richieste avanzate dalla Fp Cgil Umbria sulla riforma Umbria Circolare, sottolineando che la modernizzazione del sistema e la regionalizzazione della gestione dei rifiuti non devono avvenire a discapito dei lavoratori.
Secondo l’assessore, il nuovo piano dovrà garantire attenzione ai circa 1.600 lavoratori del settore, includendo le esigenze legate alla continuità occupazionale e alla tutela dei diritti.
Garantita la continuità per gli occupati del settore
Tra gli obiettivi indicati dalla Regione c’è il riassorbimento dell’intero personale attualmente impiegato, compresi i lavoratori con mansioni amministrative e impiegatizie.
Il mantenimento riguarderà anche i livelli di inquadramento e i trattamenti economici già in essere.
Secondo De Luca, la transizione verso un nuovo modello di gestione dei rifiuti dovrà quindi accompagnarsi alla salvaguardia delle condizioni lavorative, evitando che il cambiamento organizzativo produca effetti negativi sul personale.
Raccolta differenziata e innovazione tecnologica
La riforma Umbria Circolare punta anche sullo sviluppo della raccolta differenziata spinta, considerata dalla Regione un modello capace di coniugare sostenibilità ambientale e occupazione.
Particolare attenzione sarà dedicata al sistema porta a porta, un’attività che comporta un rilevante impegno fisico per gli operatori.
Per questo motivo il nuovo piano prevederà l’introduzione di strumenti tecnologici destinati a ridurre lo sforzo dei lavoratori, come sistemi automatici per il caricamento dei mastelli sui mezzi di raccolta.
Sono inoltre previste modifiche nell’organizzazione logistica dei ritiri, con l’obiettivo di limitare le continue salite e discese dai veicoli da parte degli operatori.
Clausole di salvaguardia nei contratti
Un altro punto centrale della riforma riguarda il rispetto dei diritti dei lavoratori attraverso strumenti specifici nei contratti di affidamento.
La Regione intende inserire clausole di salvaguardia rigorose, prevedendo anche la decadenza immediata dei contratti per le aziende affidatarie che non rispettino i contratti nazionali di lavoro e le clausole sociali.
De Luca ha ribadito che sul rispetto delle tutele lavorative la Regione intende mantenere una posizione rigida, collegando la qualità del servizio anche alle condizioni di chi lo svolge.
Previsto un protocollo con sindacati e AURI
L’assessore ha inoltre accolto la richiesta di avviare una contrattazione preventiva con le organizzazioni sindacali.
La proposta prevede la sottoscrizione di un Protocollo d’intesa tra Regione, AURI e sindacati prima dell’avvio delle procedure di gara.
L’obiettivo è garantire un confronto anticipato sulle scelte organizzative e accompagnare la trasformazione del sistema attraverso un percorso condiviso.
Una transizione ecologica con attenzione sociale
Secondo De Luca, la transizione verde in Umbria potrà essere efficace solo se sarà accompagnata da una dimensione sociale.
“La transizione verde in Umbria sarà un successo solo se saprà essere una transizione giusta coniugando tutela dell’ambiente, giustizia sociale e dignità del lavoro”, ha dichiarato l’assessore.
L’assessorato regionale ha annunciato la disponibilità ad avviare già da subito i tavoli tecnici necessari alla definizione del Protocollo d’intesa.
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